• Articolo , 23 novembre 2010
  • Risparmiare energia? Facile come chiudere una porta

  • Tenendo chiuse le porte durante i mesi invernali i negozianti britannici potrebbero risparmiare fino al 50% dell’energia attualmente impiegata. All’iniziativa per la riduzione delle emissioni inquinanti stanno attulamente partecipando oltre 800 esercizi commerciali

(Rinnovabili.it) – Per ridurre le emissioni dannose ed aumentare l’efficienza energetica non sempre c’è bisogno di grandi ristrutturazioni e onerosi interventi edilizi. A volte basta adottare semplici comportamenti, come ad esempio chiudere le porte dei negozi su strada durante l’inverno, quando i riscaldamenti sono accesi. In questo modo si potrebbe arrivare ad un risparmio energetico nell’ordine del 50%. E’ questo il risultato di uno studio condotto dall’Università di Cambridge nell’ambito della campagna britannica “Chiudi la porta”:http://www.closethedoor.org.uk/ un’iniziativa di sensibilizzazione indirizzata ai negozianti affinché sia diffusa la buona pratica che invita a tenere le porte chiuse evitando che la dispersione di calore dia luogo alla conseguente perdita termica.
Seguendo questo semplice accorgimento all’interno degli esercizi commerciali si potrebbe raggiungere in minor tempo la temperatura ottimale e con minore spesa in bolletta, riducendo al contempo il quantitativo di emissioni rilasciate in atmosfera, stimate nell’ordine di circa 10 tonnellate l’anno.
“Semplicemente chiudendo la porta del negozio le emissioni di CO2 diminuiscono drasticamente, le bollette energetiche vengono ridotte e i clienti e il personale si trovano in una atmosfera più confortevole. È un non-sforzo” ha commentato Jeannie Dawkins, direttore della campagna _“Close the door”._ La campagna, avviata a Cambridge, è ora nota in tutta la nazione. Mentre inizialmente furono solo otto i negozi a credere nell’iniziativa ora si contano oltre 300 esercizi commerciali virtuosi.
“È il momento di riconoscere ai negozianti il contributo massiccio che stanno dando nella lotta alla riduzione delle emissioni derivanti dal comparto energia, rifiuti e carbonio” ha concluso Dawkins.