• Articolo , 2 dicembre 2008
  • Roma, Milano e Pisa per sperimentare 100 Smart elettriche

  • Enel e Daimler firmano un accordo per la commercializzazione a partire dal 2010 di oltre 100 vetture e la realizzazione di almeno 400 punti di ricarica dedicati

Il colosso automobilistico tedesco fornirà le vetture ed il gruppo elettrico italiano si occuperà dello sviluppo dell’infrastruttura di ricarica. Questo in sintesi quanto contenuto nell’accordo firmato oggi tra Enel e Daimler e che ha per oggetto la messa in commercio della Smart elettrica. Roma, Milano e Pisa le tre le città italiane che a partire dal 2010 faranno da terreno di sperimentazione, rappresentando al meglio diversi modelli abitativi italiani. L’intesa prevede che il gruppo tedesco fornisca oltre 100 vetture facendosi carico della loro manutenzione, mentre l’Enel sarà responsabile della creazione e del funzionamento di circa 400 punti di ricarica dedicati, oltre al sistema di controllo centrale. Le colonnine distribuiranno corrente elettrica prodotta da fonti rinnovabili con certificazione Recs (Renewable certificate system). “L’energia elettrica rappresenta la soluzione intelligente e sostenibile al problema della mobilità” ha sottolineato l’a.d. e direttore generale di Enel, Fulvio Conti rilevando come l’obiettivo sia di estendere l’e-mobility anche ad altri modelli di automobili e ad altre città italiane, per ottenere in prospettiva “un parco auto con il 10% di veicoli con motore elettrico nel 2020”. Per il gruppo Daimler rivela Bram Shot, presidente e a.d. di Mercedes Italia, “una delle priorità è lo sviluppo di sistemi alternativi e in particolare quello del veicolo elettrico che consentirà di diminuire le emissioni di CO2”. Ma quello firmato oggi è solo l’ultimo accordo nato tra fornitori elettrici e gruppi automobilistici, come dimostrano le intese già raggiunte ad esempio tra Toyota e Électricité de France (EDF) o tra General Motors ed EPRI. Il rapporto tra settore e utilities dunque si fa sempre più diffuso a fronte, forse, della consapevolezza che la diffusione dell’auto elettrica non possa realizzarsi senza una distribuzione, di pari passo, d’una capillare rete di ricarica.