• Articolo , 25 settembre 2008
  • Ronchi a Bruxelles: no a norme anti “effetto serra”

  • Il ministro per le Politiche comunitarie ha sostenuto le posizioni condivise dalle industrie italiane per le quali la salvaguardia ambientale “costa troppo”

La difesa della posizione del governo italiano, contro le misure restrittive in materia di inquinamento ambientale ha suscitato i commenti dei quotidiani italiani. “Il governo Berlusconi – scrive ad esempio “La Repubblica” – scatena l’offensiva contro il pacchetto climatico dell’Unione Europea, chiamato a contrastare il riscaldamento planetario e ad assicurare al Vecchio Continente la leadership mondiale nella tecnologia pulita. Per il Belpaese costa troppo alle industrie italiane, ha spiegato a Bruxelles il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, chiedendo l’ appoggio degli europarlamentari italiani. L’iniziativa – che culminerà in un intervento del Cavaliere al vertice UE del 15 ottobre – è stata però bocciata dall’opposizione e dalle associazioni ambientaliste”. “Il Corriere della Sera”, invece, sottolinea come la posizione di Ronchi lo veda di fatto schierato con il presidente di Confindustria, Marcegaglia, con cui interverrà di nuovo a Bruxelles l’8 ottobre.
“Ora il governo cerca alleati in Europa. Contro l’ambiente. – titola “L’Unità” con la notizia in prima pagina – Secondo la proposta di Bruxelles l’Italia dovrà arrivare al 2020 con un taglio delle proprie emissioni del 13% rispetto al 2005, un dato che in realtà favorisce l’industria nazionale rispetto allo sforzo richiesto agli altri grandi paesi membri (Germania e Franca -14%, Gran Bretagna -16 %). Inoltre l’ Italia dovrà portare al 17% la quota di energie rinnovabili, a fronte di un 5,2% attuale”. In campo politico, l’opposizione, cioè il Pd ha invece commentato: “Elemosinare ci fa perdere credibilità”.