• Articolo , 21 novembre 2008
  • Rutelli nucleare sì, ma non da quello di terza generazione

  • Nessun pregiudizio ideologico, ma l’ex leader della Magherita, ci tiene a precisare che vuole una tecnologia nucleare che abbia superato i problemi di sicurezza, delle smaltimento delle scorie, anche se oggi è più facile ottenere efficienza energetica dalle fonti rinnovabili

“Non dico no al nucleare del XXI secolo, voglio però misurarmi con un programma razionale e conveniente” afferma Francesco Rutelli in una lunga intervista pubblicata sul mensile Pocket.
“Non c’è niente di più sbagliato sul nucleare di un approccio ideologico – spiega Rutelli, chiedendosi però – Quanto ci costa il vecchio nucleare? E’ più facile avere efficienza energetica dalle fonti rinnovabili, dalle nuove energie e dalle nuove generazioni del nucleare, piuttosto che dal nucleare di terza generazione (per il quale l’Italia è ferma da vent’anni e non è ancora risolto il problema delle scorie, anche se è più sicuro di ieri)? Discutiamo sulle risposte concrete, non in modo ideologizzato, fastidioso e inutile. Su una cosa non c’è dubbio: non possiamo piu’ introdurre nell’atmosfera, come sta avvenendo, centinaia di milioni di tonnellate di CO2, perché questo sta cambiando il clima e sta lasciando ai nostri figli un futuro invivibile”.
E in merito alle contestazione del governo Berlusconi sul pacchetto clima-energia della Ue, Rutelli ci tiene a precisare: “Ben venga un negoziato europeo legato a fatti e impegni misurabili. E forte deve essere l’impegno a difesa delle piccole imprese italiane. Il problema, però, è che non si capisce cosa voglia fare il Governo – s’interroga Rutelli – francamente l’idea di fare la corsa sui paesi che hanno uno sviluppo industriale antiquato e altamente inquinante, e non su Francia, Germania, Spagna o Gran Bretagna non è certo una soluzione credibile. Ed è un messaggio sbagliato”.