• Articolo , 4 maggio 2010
  • Saglia: “Necessario prorogare le detrazioni del 55%”

  • Ma il monitoraggio Enea sul triennio 2007-2009 evidenzia luci e ombre

“Visti i risultati sono convinto che vi sia uno spazio per una necessaria proroga delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, ferma restando una valutazione del Governo sulle compatibilità di bilancio considerato il delicato quadro economico”. Così il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Stefano Saglia, al workshop Enea sui risultati delle detrazioni del 55% introdotte dalla Finanziaria 2007 e in scadenza a fine anno. “I risultati fugano i dubbi sugli effetti delle detrazioni automatiche – ha aggiunto Saglia – mostrando una finalizzazione concreta con benefici per le imprese e i consumatori. Si tratta di investimenti che ritornano e fungono da volano per la ripresa economica. In questo ambito gli incentivi pubblici sono indispensabili: l’efficienza è uno degli elementi chiave della nuova politica energetica nazionale e il settore dell’edilizia è strategico”.
Il “bilancio del triennio 2007-2009”:http://www.rinnovabili.it/file_download/36 per le detrazioni fiscali mirate alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti presenta luci e ombre. Fra le prime, oltre all’innovazione normativa che pone l’Italia all’avanguardia in Europa, un successo quantitativo che ha visto sfiorare le 600 mila pratiche (106.000 nel 2007, 247.800 nel 2008 e 236.100 nel 2009). Da segnalare, inoltre, l’effetto sull’innovazione tecnologica e alcuni primi timidi segnali concorrenziali con un inizio di abbattimento dei costi nel settore.

Fra le ombre spiccano lo scarso coinvolgimento del settore industriale e le disomogeneità nella distribuzione territoriale e tipologica delle richieste: le regioni del Nord la fanno da padrone (con Lombardia, Veneto e Piemonte su tutte anche grazie ad una più avanzata legislazione sull’efficienza energetica e ad un minor peso del “sommerso”). Quanto alle tipologie, prevalgono largamente gli interventi di ammodernamento degli infissi, che sono più semplici ma anche più costosi in rapporto ai risultati conseguiti. A seguire ci sono l’installazione di caldaie a condensazione e il solare termico, mentre restano una rarità i complessi e incisivi interventi di riqualificazione globale degli immobili. Il monitoraggio Enea evidenzia la necessità di “aggiustare il tiro e rimodulare gli incentivi sugli interventi più energeticamente efficienti”.
“Le famiglie hanno optato per un vantaggio rapido, quello dei serramenti – ha spiegato Fausta Romano, direttore generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica al ministero per lo Sviluppo economico – Si tratta di un intervento che, aggregato su vasta scala, fornisce comunque un beneficio. Ha pesato anche l’ansia fiscale, con le detrazioni messe in discussione ogni anno: è necessaria una stabilizzazione strategica, anche considerando il fatto che, tra costi e benefici le detrazioni sono a costo zero per lo Stato”. Con l’occasione il sottosegretario Saglia ha annunciato l’intenzione di dare vita ad un progetto integrato per la futura ‘Casa sostenibile’.