• Articolo , 10 gennaio 2008
  • Salerno per i rifiuti un modello virtuoso

  • Il «modello Salerno», che ha portato la seconda città della Campania, ammini-strata dal sindaco Vincenzo De Luca, a non subire la crisi rifiuti, è frutto della sinergia tra Comune, società pubbliche e Consorzio di bacino. Un sito di trasferenza, alla periferia della città, garantisce un mese di autonomia anche in casi di massima crisi e […]

Il «modello Salerno», che ha portato la seconda città della Campania, ammini-strata dal sindaco Vincenzo De Luca, a non subire la crisi rifiuti, è frutto della sinergia tra Comune, società pubbliche e Consorzio di bacino.
Un sito di trasferenza, alla periferia della città, garantisce un mese di autonomia anche in casi di massima crisi e chiusura di tutte le discariche. Ma è, soprattutto, il sistema di raccolta dei rifiuti ad essere diventato una macchina operativa puntuale. Su Salerno, per spazzamento, pulizia dei cassonetti e conferimento rifiuti, operano 246 addetti al servizio di igiene urbana: 141 del Comune, che si interessano del centro cittadino, 105 della società Salerno Pulita interamente controllata dall’amministrazione che si occupa di tutti gli altri quartieri.
La raccolta differenziata, che partirà con il sistema «porta a porta» dal mese di febbraio, è già attiva per le grandi utenze e per lo smaltimento di ingombranti, carta, vetro e plastica. Ad occuparsene è il Consorzio di bacino Salerno 2, guidato dal consigliere comunale Dario Barbirotti, che gestisce sia l’isola ecologica del capoluogo che il tritovagliatore di Sardone nel Comune di Giffoni Valle Piana. Il Sa2, che ha in organico 256 dipendenti (150 dei quali ex Lsu trasferiti da Napoli con un provvedimento dell’allora commissario Antonio Bassolino), opera anche in Costiera Amalfitana e nella Piana del Sele. Controlla, inoltre, la società Aser che si occupa dello smaltimento di elettrodomestici. Settanta i mezzi in dotazione al Consorzio, quattordici dei quali elettrici, che ogni giorno servono trecento grandi utenze (ristoranti, industrie e mercati) per ritirare la frazione organica ed i quartieri nei quali viene effettuata la differenziata. Il Sa2 gestisce, ancora, le discariche, da tempo non più attive, di Parapoti e Sardone. Ma qui, utilizzando i biogas prodotti dai rifiuti, sono stati installati impianti fotovoltaici che producono, all’anno, cento milioni di kw con un risparmio calcolato in quasi 170.000 barili di petrolio. L’energia prodotta viene poi venduta all’Enel con un discreto ristoro economico per la società.
Ma in provincia di Salerno ci sono anche comuni virtuosi tra i primi in Italia per la raccolta differenziata. E’ il caso di Atena Lucana dove, addirittura, si tocca la percentuale del 95% di differenziata.