• Articolo , 1 giugno 2011
  • Salva Alcoa: le ultime battute sul rigetto delle richieste

  • Natalizia: “abbiamo chiesto al GSE di prevedere la possibilità di integrare, entro un tempo massimo, le attestazioni mancanti, al fine di garantire il buon esito di progetti avviati anche più di un anno fa”

(Rinnovabili.it) – Non si chiude la polemica scatenata dall’esclusione di diversi operatori dagli incentivi relativi alla Legge 129/2010, cosiddetta “Salva Alcoa”. Ad accendere gli animi in queste settimane è stato il rigetto da parte del Gestore dei Servizi elettrici (GSE) di numerose pratiche a causa di una difficoltà nella gestione efficace di tutte le richieste.
Il decreto in questione prevede la concessione delle tariffe del secondo Conto energia a coloro che abbiano, entro il 31 dicembre 2010, concluso l’installazione dell’impianto fotovoltaico e comunicato all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al GSE; entro 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta il Gestore deve comunicare al soggetto responsabile la tariffa riconosciuta, ma come ha spiegato solo qualche giorno fa Pierfelice Zazzera, deputato dell’Italia dei Valori, presentando un’interrogazione parlamentare sulla questione, “tante pratiche sono state rigettate dal Gse per motivazioni discutibili”.

Interviene oggi anche il Presidente di GIFI-ANIE Valerio Natalizia. In seguito alle segnalazioni pervenute dalle aziende associate il Gifi ha infatti deciso di scrivere all’Ing Gerardo Montanino del GSE. “Ci risulta – dichiara Valerio Natalizia – che la maggioranza delle non approvazioni riguardano la mancanza e la non conformità di alcune attestazioni formali, ancorché importanti, ad integrazione di molteplici documenti che già comprovano l’effettiva e compiuta realizzazione dell’impianto”. “Riteniamo – continua Natalizia – che tali attestazioni non dovrebbero pregiudicare l’esito del processo. Pertanto abbiamo chiesto al GSE di prevedere la possibilità di integrare entro un tempo massimo le attestazioni mancanti, al fine di garantire il buon esito di progetti avviati anche più di un anno fa”.