• Articolo , 7 novembre 2008
  • San Patrignano indipendente per lo smaltimento dei rifiuti

  • Una comunità laboratorio sperimentale per le nuove tecnologie ambientali nel trattamento delle biomasse, dei rifiuti e dell’acqua: San Patrignano, comunità di recupero per tossicodipenti fondata da Vincenzo Muccioli e tra le più famose in Europa, si prepara a diventare nel giro di qualche anno autonoma nella gestione dei rifiuti, limitando al massimo l’impatto ambientale delle […]

Una comunità laboratorio sperimentale per le nuove tecnologie
ambientali nel trattamento delle biomasse, dei rifiuti e dell’acqua: San Patrignano, comunità di recupero per tossicodipenti fondata da Vincenzo Muccioli e tra le più famose in Europa, si prepara a diventare nel giro di qualche anno autonoma nella gestione dei rifiuti, limitando al massimo l’impatto ambientale delle proprie attività.
Il progetto sperimentale che verrà adottato dalla comunità, con la collaborazione di Klyma Consulting, verrà presentato al Caffè della Scienza di Ecomondo, la rassegna internazionale dedicata allo sviluppo sostenibile in corso alla fiera di Rimini. Due le azioni in programma, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti: la prima è il potenziamento della raccolta differenziata che sarà oggetto di uno studio specifico per comprendere appieno le quantità di rifiuti prodotti per ogni tipologia (vetro, carta, alluminio, plastica, imballaggi, rifiuti organici delle cucine) e la possibilità di integrarne la lavorazione.
La seconda è l’utilizzo attento dei rifiuti indifferenziati. Eventuali frazioni residue, valorizzabili dal punto di vista energetico, verranno inserite nel programma previsto per il trattamento delle biomasse – materiali naturali come i residui delle potature delle viti e degli ulivi, le lettiere delle scuderie, i fanghi residui della depurazione ecc. – e
contribuiranno a produrre energia elettrica: materiali che saranno trasformati prima in gas e poi, grazie a un
generatore, in energia elettrica che verrà immessa nelle rete pubblica, dietro il pagamento di un corrispettivo.
Il potenziale produttivo è stato calcolato in 500 kw/ora. A studiare il ‘caso San Patrignano’ e a certificare la bontà delle operazioni messe in atto saranno il Dipartimento di Economia e di Ingegneria agraria dell’Università di Bologna e la Facoltà di Chimica Industriale del Polo di Rimini – Università di Bologna. Per le acque nere di scolo, verranno potenziati i depuratori: la comunità si doterà inoltre di un innovativo impianto di depurazione delle acque generali, senza cloro, tanto da consentire il loro scarico nelle fognature pubbliche senza limitazioni.
Grazie ai vari interventi, San Patrignano punta a ridurre al 10% i rifiuti che diversamente finirebbero in discarica, oltre ad ottenere un consistente risparmio idrico e a formare nuove figure professionali in ambito ambientale, particolarmente richieste dal mercato. Il progetto si articolerà nell’arco di due anni, dal dicembre 2008 al primo semestre 2010.