• Articolo , 2 giugno 2008
  • Sant’Ippolito ribadisce il No alla centrale biomasse

  • Il Comune di Sant’Ippolito, con una delibera approvata nella seduta della Giunta del 28 maggio 2008, conferma la sua contrarietà alla costruzione della centrale a biomasse di Schiappe di Orciano. In coerenza con gli atti già approvati negli ultimi anni, con i quali si è sempre marcato un deciso rifiuto alla realizzazione dell’impianto, con questa […]

Il Comune di Sant’Ippolito, con una delibera approvata nella seduta della Giunta del 28 maggio 2008, conferma la sua contrarietà alla costruzione della centrale a biomasse di Schiappe di Orciano. In coerenza con gli atti già approvati negli ultimi anni, con i quali si è sempre marcato un deciso rifiuto alla realizzazione dell’impianto, con questa nuova delibera si sono nuovamente presi in considerazione tutti gli elementi che dimostrano chiaramente che una centrale di questo tipo non è sostenibile dal territorio. Tra i diversi elementi di cui il documento prende atto (oltre che delle precedenti decisioni della Giunta e del Consiglio Comunale) c’è il parere scientifico dell’autorevole Istituto Nazionale per la ricerca sul Cancro di Genova (IST) che, su incarico del comune di Montemaggiore al Metauro, ha confermato le preoccupazioni in materia di qualità del suolo dell’aria e della salute. Sono anche stati presi in considerazione altri elementi fondamentali quali: la mancanza di un bilancio ambientale delle emissioni dell’impianto che consideri oltre gli inquinanti direttamente emessi anche quelli indotti dall’approvvigionamento; le carenze nella definizione della filiera per l’approvvigionamento delle biomasse necessarie; la mancata determinazione delle modalità di utilizzo dell’enorme quantità di calore residuo; l’evidente sproporzione fra la capacità dell’impianto e le linee guida del PEAR per la realizzazione di impianti alimentati a biomasse. Sulla base di questi argomenti il Comune di Sant’Ippolito, che ha fin dall’inizio dimostrato una grande attenzione al problema, ha ribadito con un ulteriore atto ufficiale la sua ferma disapprovazione all’impianto e sollecita la Regione Marche ad adottare un atto che chiuda definitivamente la vicenda. È un no che serve innanzitutto a tutelare la salute dei cittadini del Comune e di tutta la vallata del Metauro, rispettando le diverse iniziative di mobilitazione del territorio e ascoltando le preoccupazioni e i timori espressi. Un rifiuto che si lega a quello di tutte le altre amministrazioni del territorio, unite nel contrastare il progetto.