• Articolo , 13 giugno 2011
  • Sardegna la più pulita in Europa con il 35% di energia rinnovabile nel 2030

  • Trasferire i consumi energetici da fonti tradizionali a quelle rinnovabili, ridurre le emissioni di CO2 potenziando la produzione di energia pulita per superare, entro il 2030, la soglia record del 35%. Sono questi gli obiettivi della svolta verde voluta dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci che stamattina a Cagliari ha firmato il “Patto dei […]

Trasferire i consumi energetici da fonti tradizionali a quelle rinnovabili, ridurre le emissioni di CO2 potenziando la produzione di energia pulita per superare, entro il 2030, la soglia record del 35%.
Sono questi gli obiettivi della svolta verde voluta dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci che stamattina a Cagliari ha firmato il “Patto dei Sindaci”, alla presenza del direttore generale della Commissione europea, Pedro Ballesteros.

Il Patto intende rendere la Sardegna lo scrigno verde d’Europa anche attraverso il sostegno le autorità locali nell’attuazione di piani per l’abbattimento delle emissioni inquinanti e per la produzione di energie rinnovabili. Gli obiettivi sostenibili del “Patto dei Sindaci” firmato oggi, sono al centro del programma “Sardegna Co2.Zero”: il nuovo progetto operativo – coordinato da Andrea Prato – che darà il via ad una vera e propria rivoluzione industriale in Sardegna, con nuove economie e posti di lavoro.

Con la sottoscrizione del Patto, la Regione si impegna davanti alla Commissione europea a coinvolgere nel progetto “Sardegna Co2.Zero” i 377 Comuni dell’Isola. Per la realizzazione degli obiettivi energetici, la Regione Sardegna metterà a disposizione delle amministrazioni locali risorse finanziarie in ordine a programmi di informazione sui cittadini, master per creare nuove figure professionali ma anche verso progetti dedicati al contenimento dei consumi energetici fossili e allo sviluppo delle rinnovabili.

Ad esempio, un edificio certificato in Classe A utilizza 3 litri di gasolio per riscaldare per un anno un metro quadrato; uno di Classe C brucia, invece, circa 70 litri l’anno, mentre si arriva a oltre 120 per quelli di classe E (fonte Wwf Italia). Da qui il piano “Smart City – Comuni in classe A”, rivolto a quei Comuni che si impegnano ad andare oltre gli obiettivi stabiliti dalla Commissione e a porre la sostenibilità in cima alle priorità di governo, adottando misure come la riconversione energetica degli immobili pubblici, piani di mobilità elettrica, progetti di edilizia sostenibile, creazione di reti intelligenti.

“Proprio per le loro caratteristiche, i territori insulari possono portare avanti con maggiori possibilità di successo le politiche per raggiungere, già entro il 2020, gli obiettivi comunitari per la riduzione delle emissioni di Co2 e di risparmio energetico”.

Così Ugo Cappellacci alla firma del Patto con i Sindaci che ha aggiunto: “Sardegna Co2.Zero rappresenta una vera e propria svolta nell’economia dell’isola, una svolta segnata dalla crescita sostenibile dell’isola che coinvolga a rete le principali filiere della nostra economia, a partire dal turismo e dall’agricoltura che, con questo progetto, beneficeranno di una nuova spinta in termini di economia e occupazione”. Infatti, ha concluso Cappellacci:

“Vogliamo creare nuova impresa e nuovo lavoro e allo stesso tempo promuovere uno sviluppo che migliori la qualita’ della vita dei Sardi e che sia rispettoso del nostro straordinario patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e identirario. Questo grande capitale, che non puo’ certo essere delocalizzato altrove da nessun consiglio di amministrazione, neppure dal più potente al mondo, rappresenta il punto di partenza di un’azione fatta di scelte coraggiose, innovative, di rottura rispetto a un passato che ha tolto molto e ha lasciato poco alla nostra terra e al nostro popolo. Con Sardegna CO2.0 ricominciamo dalla nostra terra, da noi stessi”.