• Articolo , 29 settembre 2008
  • Scajola: calo del petrolio può diminuire costi energetici

  • In vista della riunione, stasera, dell’Authority dell’Energia, il ministro dello Sviluppo azzarda una previsione sul costo dell’elettricità

“Credo che la diminuzione del prezzo del barile possa portare, e lo vedremo già da stasera, ad una diminuzione del costo dell’energia elettrica”. Così Scajola durante il suo intervento a Milano all’VIII Italian Energy Summit.
Ha poi ricordato come, a suo avviso, l’irrazionalità di alcune scelte ha portato all’evidente squilibrio del nostro mix di generazione elettrica. E qui il ministro batte ancora una volta sul tema che gli è più caro: la produzione del 25% del fabbisogno nazionale da energia nucleare, tornando di nuovo ad esprimere il suo dissenso dal referendum del 1987, vinto dagli anti-nuclearisti. E poi ha sottolineato come il nostro consumo energetico sia soddisfatto per oltre il 60% da olio e gas, dal carbone (14%) e da fonti rinnovabili (circa il 5%).
Questo sistema, sempre secondo il parere del ministro, produce “effetti rilevanti” sul costo dell’energia per famiglie e imprese. Nel primo semestre 2008, “… le tariffe per il mercato vincolato hanno registrato un incremento medio dell’8% per l’energia elettrica e del 7% per il gas. – ha aggiunto Scajola – Nel mercato libero, l’aumento dei prezzi è stato ben maggiore, raggiungendo punte superiori anche al 30%”.
“Parallelamente al nucleare – ha poi aggiunto il ministro – intendiamo sostenere e rilanciare anche l’utilizzo delle fonti rinnovabili e promuovere, con un piano straordinario, l’efficienza e il risparmio energetico”.