• Articolo , 26 novembre 2009
  • Scajola: mix energetico per tagliare la dipendenza dall’estero

  • Il Ministro ha elencato le alternative per il decollo dell’autonomia energetica italiana suggerendo di puntare ai Paesi del bacino del Mediterraneo per ridurre i costi in bolletta

(Rinnovabili.it)- La dipendenza dell’Italia dall’estero in fatto approvvigionamento di energia elettrica è una delle maggiori problematiche che il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha evidenziato durante un’intervista alla rivista “Più Mese”.
Tale disagio, ha dichiarato Scajola, si individua principalmente “nell’assenza di politica energetica degli ultimi vent’anni. Ciò ha causato gravi conseguenze” per il rifornimento di gas e petrolio, “fonti costose ed esposte a forti oscillazioni dei prezzi” dal quale deriva il prezzo molto alto della bolletta energetica italiana il cui importo risulta essere del “30-40% in più -rispetto a quello dei – nostri Paesi concorrenti”.
Al fine di risolvere il problema energetico il ministro ha suggerito di predisporre disegni normativi mirati ad incentivare lo sviluppo del mercato energetico del Belpaese per aiutarci a non essere più dipendenti dalle risorse internazionali.
“Bisogna correre ai ripari con una politica energetica che acceleri le nuove infrastrutture e le reti energetiche e aumenti la produzione dalle fonti rinnovabili e dal nucleare” ha proseguito a dire il Ministro.
La previsione consiste nel calare al 50% la dipendenza energetica dall’estero, che attualmente registra livelli pari all’83%.
Un punto di forza che potrebbe sollevare la posizione italiana in tal senso, è quella di riuscire a trasformare il bacino del Mediterraneo in un nucleo strategico che rinvigorisca e potenzi “le connessioni energetiche con l’Algeria, la Tunisia, l’Albania, il Montenegro e la Grecia”.
Un ‘mix di produzione elettrica’ è quanto necessario, secondo Scajola, a rendere effettivo un abbassamento del prezzo dell’energia, che sarà proporzionalmente più sicura e meno dannosa per l’ambiente.
L’interconnessione delle diverse fonti per la generazione di energia pulita dovrebbe perciò considerare “il 50% di fonti fossili contro l’attuale 83%, il 25% da fonti rinnovabili e il 25% da nucleare”.