• Articolo , 3 febbraio 2009
  • Scajola torna sul nucleare

  • Scajola torna a parlare della scelta nucleare che dovrà far parte integrante del nostro prossimo mix energetico

“È un capitolo fondamentale, tanto più dopo la guerra del gas tra Russia e Ucraina, che ha indicato la necessità di ridurre la nostra dipendenza del gas – ha spiegato il ministro del governo Berlusconi responsabile del dicastero dello Sviluppo economico, Scajola, in un intervento sul quotidiano “Il Giornale” –
A livello ministeriale stiamo già lavorando ai decreti delegati previsti dal ddl Sviluppo sulla scelta dei siti, sui benefici economici per le popolazioni – e conclude Claudio Scajola – sull’istituzione dell’Agenzia di sicurezza nucleare”.
Il governo vuole centrare il bersaglio. Ha fin troppe volte enunciato questo impegno perchè non sia concretizzato. L’esecutivo Berlusconi ha quindi la necessità, anche per un questione di credibilità, di dare l’avvio entro la fine di questa legislatura alle centrali nucleari, foss’anche solo con la cosiddetta “prima pietra” .
Scajola ha precisato sul “Il Giornale” che la scelta del sistema nucleare non graverà sul bilancio pubblico. A suo avviso, infatti esisterebbe un certo interessamento da parte dei privati (soprattutto, come è ovvio, nelle imprese energetiche) ad investire in questo settore. Inoltre il ministro ha ricordato che tra entro qualche mese si inaugurerà la Conferenza energetica nazionale che metterà a confronto le parti sociali le istituzioni, gli addetti ai lavori, gli utenti per fare il punto e il programma del settore
Il programma di Scajola, confermato sul quotidiano, sarebbe quello di riuscire a ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio per arrivare almeno ad un 50% (oggi siamo all’85%).
Ma Scajola non è “tutto-nucleare”. Infatti mette in conto, tra le altre tipologie di energia, addirittura quelle da fonti rinnovabili che dovrebbero passare dall’attuale 15% fino ad un 25%%. Stessa quota calcolata per il nucleare che, una volta individuati i siti, appena approntato il piano di realizzazione, subito dopo l’accordo con le istituzioni locali, una volta completate la costruzione con conseguente fase sperimentale e messa in funzione di tutte le centrali previste, assicurerà appunto il 25% del fabbisogno energetico”.