• Articolo , 4 maggio 2010
  • Scatenare un acquazzone a colpi di laser

  • Pubblicati i dati del primo esperimento al mondo con cui dei ricercatori europei sono riusciti a produrre delle micro goccioline di pioggia grazie ad un laser di ultima generazione

(Rinnovabili.it) – Un team di ricercatori di Francia, Germania e Svizzera è riuscito a usare la tecnologia del laser per creare pioggia negli strati alti dell’atmosfera. La tecnica, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica _Nature Photonics_, potrebbe essere usata per studiare il modo in cui avviene la creazione delle goccioline di pioggia nelle nubi e potrebbe offrire nuovi interessanti sviluppi per il futuro. Gli sforzi per manovrare le condizioni meteorologiche sono stati innumerevoli nel corso della storia dell’umanità, basti pensare a come la Cina abbia deciso di intervenire “manualmente” sul tempo in occasione dei Giochi di Pechino o fatto nevicare “per sbaglio” dopo l’ultimo periodo di siccità.

Differentemente da quanto già sperimentato attraverso i sali d’argento la ricerca avviata dal dottor Jérôme Kasparian dell’Università di Ginevra ha utilizzato per la prima volta un particolare un laser ad alta potenza per condensare l’acqua atmosferica. Gli scienziati hanno preso spunto dalla camera a nebbia di Wilson, uno strumento di rivelazione di particelle elementari costituito da una scatola contente aria satura di vapore acqueo. Quando una qualsiasi particella carica elettricamente entra nella camera ionizza gli atomi con i quali si scontra creando una scia di nuclei di condensazione (atomi ionizzati), attorno a cui il vapore si raccoglie a formare minuscole goccioline.
L’idea è stata dunque replicata in laboratorio impiegando al posto dei raggi cosmici, *Téramobile*, un laser ad alta potenza a raggi infrarossi che spara impulsi estremamente brevi di luce dell’ordine di diversi terawatts di energia. L’effetto nella camera a nebbia è stato visibile a occhio nudo: scie di goccioline di circa 50 micrometri di diametro. Il buon risultato è stato ottenuto anche all’aperto creando una traccia di condensazione che è stata visibile lungo tutto il percorso della luce del laser, anche se le goccioline di pioggia ottenute erano troppo piccole per scatenare un vero e proprio acquazzone.