• Articolo , 18 novembre 2008
  • Scende ancora il petrolio, allarme per le rinnovabili?

  • L’allarme partito all’inizio del mese dall’Istituto New Energy Finance, rimbalzato sulle pagine di giornali di tutto il mondo e ripreso domenica dal Financial Times, reso attuale dal drastico calo del petrolio oggi a poco più di 54 dollari al barile sui mercati mondiali

Le preoccupazioni espresse ieri dall’Opec non erano infondate. Le quotazioni del petrolio sui mercati internazionali oggi sono ulteriormente scese, tanto che le scorte statunitensi dovrebbero registrare domani l’ottavo rialzo consecutivo. Il greggio con consegna a dicembre è sceso ancora di 82 centesimi (pari all’1,5%), fissando il valore del barile sulla borsa di New York a soli 54,13 dollari, mentre a Londra veniva invece scambiato in mattinata a 54,55 dollari. Sì è così raggiunto il prezzo più basso dal 30 gennaio 2007. Un periodo davvero da montagne russe, con sbalzi paurosi. Da gennaio 2007 a luglio 2008 abbiamo assistito ad un incremento di oltre il 260% per poi tornare, in nemmeno quattro mesi, al prezzo di quasi due anni fa, in questa seconda metà di novembre.
Non a caso il Financial Times nella sua edizione di domenica aveva riportato ‘attenzione sull’analisi della società “New Energy Finance” (vedi “nostro articolo”:http://www.rinnovabili.it/il-calo-del-petroli-danneggia-l-erinnovabili-505382 ), secondo cui nel 2008, anche grazie al calo del petrolio, “si dovrebbe registrare una contrazione degli investimenti nelle energie rinnovabili del 4% rispetto all’anno precedente”.
Nel secondo trimestre 2008 gli investimenti mondiali sulle rinnovabili sono stati 4,4 miliardi di dollari contro i 5,8 dello stesso periodo del 2007. Oggi la crisi economica ha aumentato le difficoltà ad ottenere credito, sono diminuiti i sussidi pubblici, ma soprattutto è crollato è il prezzo del petrolio.