• Articolo , 14 dicembre 2010
  • Scozia, Enti pubblici energivori: solo il 4% rientra in classe A e B

  • Diminuire i consumi di energia e di conseguenza le emissioni climalteranti partendo dagli Enti pubblici. Il suggerimento nasce a seguito di un’indagine che ha valutato la classe energetica degli edifici dell’amministrazione scozzese: il 70% è in classi energetiche insoddisfacenti

(Rinnovabili.it) – Gli Enti pubblici scozzesi devono provvedere alla riduzione del consumo energetico, solo così potranno ottenere buoni risultati in termini di taglio delle emissioni e riduzione delle bollette. Questa la dichiarazione a seguito di uno studio condotto dalla “Audit Scotland”:http://www.audit-scotland.gov.uk/, che ha fatto notare all’interno del rapporto pubblicato “Improving energy efficiency:a follow-up”:http://www.auditscotland.gov.uk/docs/central/2010/nr_101209_energy_efficiency_followup.pdf come, in effetti, nei tre anni precedenti al marzo 2009 l’utilizzo di energia da parte degli Enti sia aumentato dell’1%, con un incremento della spesa del 21%.
“L’efficienza energetica è importante per il settore pubblico sia dal punto di vista finanziario che ambientale. Gli Enti pubblici stanno spendono ingenti somme di denaro pubblico per l’energia e dovrebbero essere da esempio agendo per la riduzione delle emissioni” ha riferito il revisore generale della Scozia, Robert Black.
Nel biennio 2008/2009 ad esempio, la spesa energetica a carico del settore pubblico è stata di 322 milioni di sterline e a tal proposito il paese ha ideato un nuovo piano d’azione per la gestione dei consumi e l’attuazione di politiche di efficientamento energetico a carico dell’85% degli edifici. Nonostante questo l’Audit ha espresso la necessità di un’azione più repentina rispetto ad un piano a lungo termine visto che, dopo una attenta valutazione è stato possibile affermare come gli edifici dell’amministrazione scozzese non siano in linea con le necessità ambientali della nazione né del Pianeta: solo il 4% degli edifici viene infatti collocato in classe energetica A o B mentre il 70% appartiene a classi energetiche insoddisfacenti. “Il governo scozzese deve indirizzare i suoi sforzi e gli investimenti dove sono possibili le maggiori riduzioni nell’uso dell’energia e delle emissioni per l’intero settore pubblico”, ha riferito Black.