• Articolo , 1 febbraio 2011
  • Scozia: obiettivi 2050 raggiungibili, ma servono investimenti green

  • Il governo scozzese ce la può fare, parola della Commissione per il Cambiamento Climatico. Gli obiettivi di riduzione degli inquinanti previsti per il 2050 potranno essere raggiunti con un maggiore impegno e con investimenti nelle rinnovabili, nel trasporto pubblico e nell’efficienza energetica

(Rinnovabili.it) – La Commissione sui Cambiamenti Climatici (CCC) ha sollecitato il governo scozzese affinché prenda provvedimenti e adotti nuove politiche che siano in grado di garantire la riduzione delle emissioni dannose almeno del 3,5% annuo nel periodo tra il 2020 e il 2050.
Per rafforzare il messaggio e stringere la cooperazione Adair Turner, presidente della Commissione indipendente, ha scritto al ministro scozzese per l’Ambiente e il Cambiamento Climatico Roseanna Cunningham confermando la necessità che la Scozia investa almeno l’uno o il due percento del PIL nazionale affinché, entro il 2050, vengano raggiunti gli obiettivi di riduzione.
A tal proposito si è espresso anche il presidente della CCC, David Kennedy, ribadendo come il target di riduzione del 3,5% seppur a portata di mano, richieda necessariamente accorgimenti e nuove politiche in grado di rilanciare l’economia e la crescita a basse emissioni. Il riferimento diretto è quello ai nuovi impianti di riscaldamento condominiali a basse emissioni come le pompe di calore, all’implementazione dell’utilizzo dei mezzi pubblici e all’adozione di moderne tecniche di gestione del bestiame che potrebbero portare ad una riduzione della produzione di inquinanti del 15% entro il 2030.
“In Scozia c’è il potenziale giusto per dare un contributo significativo ad una più ampia lotta al cambiamento climatico”, ha riferito Kennedy. “Il costo per realizzare i tagli delle emissioni è più che compensato dal rallentamento del cambiamento climatico e da maggiori vantaggi economici” con possibilità certe di guadagno dalla generazione di energia da fonte rinnovabile sostenuta anche da politiche per la diffusione dei veicoli elettrici, dagli incentivi sullo sviluppo di calore a partire da fonti alternative alle fossili oltre a politiche di efficientamento energetico.
“C’è un ruolo importante per il governo scozzese nella messa in atto di accordi per lo sviluppo del mercato dell’auto elettrica (ad esempio sostenendo lo sviluppo di infrastrutture di carica) a complemento del sostegno finanziario messo a disposizione dal Regno Unito per lo sviluppo di questa tecnologia chiave”, ha concluso Kennedy.