• Articolo , 14 dicembre 2009
  • Se la Cina rinunciasse ai finanziamenti dei Paesi ricchi

  • Il vice primo ministro degli esteri Cinese spiega perché il Paese asiatico potrebbe fare a meno dei stanziamenti dalle economie affermate

(Rinnovabili.it) – La Cina ha dichiarato che potrebbe rinunciare alla propria quota di finanziamenti nella somma totale che dovrà essere stanziata alle economie emergenti come aiuto alla lotta contro cambiamenti climatici. La mossa, apparente concessione alle trattative in corso a Copenaghen, è stata riferita dal vice ministro degli Esteri He Yafei al Financial Times. “Le risorse economiche per gli sforzi di paesi in via di sviluppo in ambito climatico sono un obbligo di legge”, ha dichiarato il funzionario cinese in un’intervista. “Ciò non significa che la Cina prenderà una quota – probabilmente non lo farà… Noi non ci aspettiamo un versamento di denaro dagli Stati Uniti, Regno Unito (e altri) per il Paese”.
Nel complesso però la potenza asiatica rimane salda sulle convinzioni iniziali, ovvero che i paesi industrializzati tocchi l’onere “climatico” più impegnativo e quello finanziario per fornire l’assistenza necessaria alla lotta contro il surriscaldamento globale sia dei paesi più poveri che di quelli in via di sviluppo.
L’unico ad aver fatto un deciso passo avanti, finora, risulta essere ancora una volta l’Unione Europea con la promessa – da molti giudicata insignificante – di 7,2 miliardi di euro.
“La Cina non costituirà un ostacolo ad un possibile accordo” ha continuato a spiegare He al Financial Times. “Sono convinto che se non vi sarà alcun accordo l’opinione pubblica dirà che la colpa è della Cina. Questo è un bluff portato avanti dai paesi sviluppati. Loro devono invece guardare alla propria posizione e non usare la Cina come una scusa”.