• Articolo , 25 marzo 2010
  • Seci-Avio, insieme sulla cogenerazione

  • La sub holding del settore energetico del Gruppo Industriale Maccaferri, la Seci Energia, ed il Gruppo Leader nella propulsione aerospaziale Avio hanno costituito Termica Colleferro S.p.A.. La società nasce per realizzare e gestire una centrale termoelettrica di cogenerazione ad alto rendimento della potenza di 40 MWe a Colleferro, in provincia di Roma. L’impianto che sostituirà, […]

La sub holding del settore energetico del Gruppo Industriale Maccaferri, la Seci Energia, ed il Gruppo Leader nella propulsione aerospaziale Avio hanno costituito Termica Colleferro S.p.A.. La società nasce per realizzare e gestire una centrale termoelettrica di cogenerazione ad alto rendimento della potenza di 40 MWe a Colleferro, in provincia di Roma. L’impianto che sostituirà, presumibilmente nel gennaio 2012, quello in funzione nel comprensorio industriale Avio, fornirà energia anche per altri insediamenti industriali sul territorio. La nuova S.p.A. sarà controllata per il 60% da Seci Energia e partecipata per il 40% da Avio, che è già subentrata nella gestione della centrale attualmente in uso. Raimondo Cinti, amministratore delegato di Seci Energia e presidente della Termica Colleferro, ha dichiarato: “L’obiettivo della joint venture è quello di realizzare una centrale termoelettrica di cogenerazione che assicuri l’intero fabbisogno di energia elettrica e di energia termica (vapore) al comprensorio industriale di Colleferro. L’energia elettrica eccedentaria verrà ceduta alla Rete di Trasmissione Nazionale. L’impianto – prosegue il presidente – è dimensionato per sostenere futuri sviluppi dell’area come, per esempio, la costruzione di un impianto di teleriscaldamento.” La nuova centrale di cogenerazione, una volta in esercizio, sarà in grado di produrre 300 GWh/anno di energia elettrica e 110 GWh/anno di energia termica. Un pool di istituti bancari costituito da Banca Popolare di Verona, Cariparma, BPM, UGF e Cassa di Risparmio di Ravenna forniranno Il finanziamento dell’investimento che ammonta a circa 42 milioni di euro.