• Articolo , 21 maggio 2010
  • Seminario eco-efficienza negli edifici

  • Gli interventi di efficienza energetica sul patrimonio immobiliare esistente possono risollevare l’edilizia, attualmente in crisi (94 mila posti di lavoro persi nel 2009), producendo nuovi investimenti e creando nuova occupazione. Questo il tema del seminario “Recepimento in Italia della nuova EPBD (Energy Performance Buildings Directive): Priorità alla proprietà pubblica” organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo […]

Gli interventi di efficienza energetica sul patrimonio immobiliare esistente possono risollevare l’edilizia, attualmente in crisi (94 mila posti di lavoro persi nel 2009), producendo nuovi investimenti e creando nuova occupazione.
Questo il tema del seminario “Recepimento in Italia della nuova EPBD (Energy Performance Buildings Directive): Priorità alla proprietà pubblica” organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Federcasa, con il patrocinio dell’Anci, il 26 maggio prossimo a Palazzo Cispel. Il seminario è la prima iniziativa del Gruppo di lavoro per il recepimento in Italia dalla nuova EPBD, promosso dalla Fondazione e Federcasa, e sarà focalizzato in particolare sull’edilizia pubblica, in senso ampio, comprensiva anche del “social housing” e della proprietà cooperativa. L’ efficientamento energetico degli edifici esistenti, come è noto, produce una diminuzione del consumo e conseguentemente delle spese di bolletta, generando così un vantaggio economico annuale, grazie al quale é possibile, anno per anno, rimborsare l’ investimento iniziale. Volendo porsi un obbiettivo ben determinato, il riferimento principale é costituito dalla valutazione ENEA del 26.2.2009, basata su scuole e uffici, che prevede investimenti per 8,2 miliardi di Euro, valore aggiunto di 15 miliardi di Euro, risparmi energetici per 0,44 Mtep / anno , pari a 0,42 miliardi Euro / anno,emissioni evitate 20% (1076148 ton CO2 per anno ) , saldo occupazionale di 150.000 nuove unità , alle quali si deve aggiungere il contributo dei presidi sanitari e sportivi e quello del social housing e della proprietà cooperativa.
Tali rilevanti obbiettivi non sono però a portata di mano, perché ci sono da superare due barriere, quella del blocco della iniziativa di molte amministrazioni, dovuto al “patto di stabilità” e quella dovuta al peso degli interessi sul finanziamento bancario iniziale, associato agli elevati tempi di ritorno (19,5 anni, mediamente, nella valutazione ENEA).