• Articolo , 3 luglio 2008
  • Sempre più Paesi dicono addio alle lampade a incandescenza

  • Greenpeace mostra la mappa delle Nazioni che hanno già fatto questo passo, e la data entro cui prevedono di mandare in pensione questa vecchia tecnologia

Sembrerebbe oramai assodato che passare a sistemi di illuminazione ad alta efficienza sia una delle misure più semplici ed economiche per limitare i danni all’ambiente e all’economia mondiale. Sono difatti sempre di più i Paesi che stanno avviando procedimenti legislativi al fine di mettere al bando definitivamente le lampade a incandescenza. Per fornire una visione completa Greenpeace mostra la mappa di chi ha già fatto questo passo, e la data entro cui sarà mandata in pensione la vecchia tecnologia. Per l’Italia la data del bando è stata fissata al primo gennaio 2011, ma, complice la campagna della stessa associazione ambientalista (“Bando alle incandescenti”) alcune catene della grande distribuzione organizzata hanno dichiarato che rimuoveranno questi prodotti già dal prossimo anno. Questa operazione porterà alla nazione un risparmio di ben 3 milioni di tonnellate di Co2 immesse nell’atmosfera. E come l’Italia, in Europa sono già diversi i Paesi che, si sono espressi a favore di un bando nazionale. La Commissione europea sta ora procedendo all’implementazione della direttiva Ecodesign per arrivare a un bando europeo: i risultati stimati prevedono un taglio annuale di circa 32 milioni di tonnellate di anidride carbonica, circa la metà delle emissioni di CO2 della Svezia nel 2005. “Ora che petrolio e gas sono alle stelle non è da sottovalutare nemmeno il risparmio in bolletta conseguibile con questa misura, pari a circa 100 euro l’anno per una famiglia tipo” – afferma Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace – “Greenpeace si aspetta dunque che il Governo non abbia esitazioni nell’emanare i decreti attuativi del bando contenuto nella Legge Finanziaria 2008, e nel sostenere la proposta più efficace della Commissione europea, esprimendosi a favore del bando europeo non più tardi di fine 2010”. E se Cuba e il Venezuela hanno fatto da apripista gli ultimi ad unirsi saranno nel 2012 la California, il Canada ed il Giappone e nel 2014 gli Stati Uniti.