• Articolo , 16 novembre 2010
  • Sequestro della CO2, il segreto è nel ‘looping’

  • Attualmente in fase di sperimentazione presso il Politecnico di Darmstadt due nuove tecnologie, battezzate carbonate looping e chemical looping, potrebbero presto permettere di ridurre le emissioni di CO2 dei grandi impianti senza ulteriori sprechi di energia e a costi ridotti

(Rinnovabili.it) – L’Unione europea ha stanziato un finanziamento da 1,1 milioni di euro, provenienti dal _Fondo di ricerca carbone e acciaio,_ per due nuove metodologie di Carbon Capture and Storage. Sui relativi progetti stanno lavorando 26 ricercatori del *Politecnico di Darmstadt,* in Germania, decisi a studiare una nuova soluzione per lo stoccaggio del carbonio attraverso l’impianto pilota; la realizzazione ha richiesto venti mesi di lavoro ma ora gli scienziati sono pronti a sperimentare due processi innovativi per la cattura di anidride carbonica contenuta nei gas di combustione delle centrali elettriche, in grado di consumare meno rispetto agli approcci attuali.
I processi in questione, denominati *carbonate looping* e *chemical looping*, hanno tra i vantaggi anche costi operativi contenuti e la possibilità di eliminare quasi totalmente le emissioni di CO2 dai fumi industriali, escludendo il bisogno di ricorrere ad un ulteriore input di energia.
Entrambi i metodi utilizzano esclusivamente sostanze naturali. Il ciclo del carbonato impiega calcare naturale per legare il biossido di carbonio gassoso e si presta ad essere istallato anche in centrali esistenti. Il chemical looping è invece più adatto per i nuovi impianti dove però risulterebbe in grado di svolgere il suo lavoro quasi in assenza di perdita d’efficienza energetica. In base a questo metodo, una combustione a doppio stadio e senza fiamma produce un flusso di gas di scarico contenente solo CO2 e vapore acqueo.
Spiega il dott. Epple, ricercatore presso il Politecnico di Darmstadt e alla guida del progetto “Questi metodi rappresentano delle vere e proprie pietre miliari per la costruzione di centrali prive di emissioni di CO2. Potrebbero consentire la costruzione di centrali alimentate a carbonio, olio e gas naturale in grado di produrre energia in modo efficiente ed economico senza inquinare l’ambiente”.