• Articolo , 31 gennaio 2011
  • Serbia ed eolico, un connubio per sognare l’ingresso nell’Ue

  • Il sogno non nascosto della Serbia è quello di entrare a far parte dell’Unione Europea: la conversione della nazione all’energia eolica viene avvertita come una delle soluzioni più efficaci, entro la fine di quest’anno è dunque prevista l’istituzione della prima centrale da sei megawatt.

(Rinnovabili.it) – La Serbia può diventare uno dei paesi con la maggiore disponibilità di energia eolica, ma c’è ancora tempo per convertirsi allo status di nazione eco-sostenibile: in effetti, il paese balcanico è intenzionato a installare una serie importante di impianti, ma il primo progetto, relativo a una centrale da 6 MW, diverrà operativo entro la fine di quest’anno. La scelta del governo di Belgrado è ben precisa e può essere spiegata in maniera piuttosto semplice: l’economia interna si è indebolita notevolmente ed è quindi necessario agire su due fronti, quello militare, il quale dovrà essere mitigato, e quello dell’energia rinnovabile, uno dei settori che può finalmente emancipare dal punto di vista finanziario lo stato. Sarà comunque il 2012 l’anno verde per eccellenza, quello in cui il comparto delle fonti alternative crescerà fino a giungere a una potenza totale di cento megawatt; il ministero dell’Energia ha stimato che la capacità eolica potrà essere fissata a 1.300 MW, circa il 15% di quella totale. Tra l’altro, non sono pochi i siti che dovrebbero rappresentare la scelta ideale per far sorgere le turbine eoliche: vette poco conosciute come Midzor, Tupiznica e Deli Jovan sono incluse in questa lista ideale, un potenziale tutto da sfruttare. Il discorso, inoltre, calza a pennello se si pensa al fatto che la Serbia aspira a entrare a far parte dell’Unione Europea a breve, e questa possibile crescita dell’economia può essere un contributo fondamentale. Ma è realmente possibile realizzare un piano simile? I principali dati a cui fare riferimento risalgono al 2007, anno in cui circa un quarto del consumo totale di elettricità è stato posto in essere grazie agli impianti idroelettrici, ma l’intero settore è ancora dominato dal duopolio EMS-EPS, le due compagnie pubbliche che controllano le infrastrutture nazionali.