• Articolo , 27 novembre 2009
  • Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: detersivo alla spina

  • “Credo non sia esagerato usare la parola ‘eccezionale’ per definire il risultato ottenuto dal dicembre 2006 ad oggi con il progetto dei ‘detersivi alla spina’. Un progetto che è addirittura esemplare per comprendere le molte ragioni che ci hanno spinto a dare grande impulso alla green economy: risparmio per i cittadini, tutela dell’ambiente, effetto economico […]

“Credo non sia esagerato usare la parola ‘eccezionale’ per definire il risultato ottenuto dal dicembre 2006 ad oggi con il progetto dei ‘detersivi alla spina’. Un progetto che è addirittura esemplare per comprendere le molte ragioni che ci hanno spinto a dare grande impulso alla green economy: risparmio per i cittadini, tutela dell’ambiente, effetto economico prdotto dal risparmio di acqua ed energia che sarebbero stati utilizzati per la fabbricazione di imballaggi in cartone e Hdpe”. Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, dimostra tutto il suo entusiasmo mentre riempie la bottiglia, regolarmente portata da casa, al distributore di detersivo, all’interno dell’Ipercoop di Via Livorno a Torino. E’ iniziata così la festa per le 500mila bottiglie di plastica risparmiate, dall’inizio del progetto nel 2006, organizzata nell’ambito della Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti.
“Ma, come sempre, non guardiamo solo al risultato ottenuto – ha aggiunto Bresso – bensì alla prospettiva futura: continua a crescere l’adesione e ci impegneremo ancora, perchè la cultura ambientale si diffonda sempre più capillarmente e ci permetta di proseguire sulla strada intrapresa per arrivare a nuovi posti di lavoro, tutela dell’ambiente e quindi della nostra salute”.
Sono già 45 le macchine di distribuzione alla spina di detersivi, installate in altrettanti supermercati in tutte le province.
“Il Piemonte – dice l’assessore all’Ambiente Nicola de Ruggiero – è la prima Regione ad aver promosso questo sistema all’interno della grande distribuzione, e ad oggi si contano diversi tentativi di imitazione da parte di altre realtà”.
“Dall’inizio del progetto, nel dicembre del 2006, sono state risparmiate – aggiunge de Ruggiero – circa 551mila bottiglie di plastica. Tradotto in parametri ambientali significa che in atmosfera non sono state emesse 92,2 tonnellate di CO2 e si sono economizzati poco più di 1421 MW/h di energia elettrica e più di 33 tonnellate di plastica. Sono convinto che incentivando una politica di riduzione alla fonte dei rifiuti, importante alla stregua della raccolta differenziata e del recupero della materia, si possano raggiungere performance importanti, in ottica con le linee guida per la gestione dei rifiuti, varate a febbraio dalla Giunta regionale. Il successo del progetto è, in tal senso, un passo significativo. Per il cittadino, grazie ad una organizzazione produttiva diversa, si tratta di una trasformazione culturale che, intervenendo sulle azioni quotidiane e sugli stili di vita, rende la relazione uomo-ambiente più sostenibile”.
Come funziona il progetto? Ogni consumatore acquista il contenitore con il detergente solo la prima volta. Terminato il detersivo si reca nel punto vendita con il contenitore vuoto e lo riempie direttamente dai distributori collocati negli ipermercati. In questo modo il contenitore torna ad avere la sua funzione, non è più un elemento usa e getta, ma un oggetto da riusare periodicamente, riempiendolo di nuovo prodotto, evitando l’incremento di rifiuti di plastica.
Con il progetto la Regione Piemonte ha messo in comunicazione fra loro le grandi catene di distribuzione e i produttori di detergenti, creando uno spazio di confronto permanente che favorisse l’interazione e la collaborazione, abituando i soggetti coinvolti ad agire insieme per realizzare un obiettivo comune e un cambiamento culturale.
La Regione Piemonte non ha ricoperto alcun ruolo nella scelta dei produttori o degli ipermercati, ma ha favorito la creazione di tavoli di lavoro a cui sono stati invitati tutti gli attori potenzialmente interessati. La scelta dei prodotti distribuiti dalle diverse catene della grande distribuzione deriva da accordi commerciali fra le aziende produttrici e distributrici aderenti al progetto