• Articolo , 10 maggio 2011
  • Seul, il piezoelettrico nel cellulare trasforma la voce in energia

  • Dall’Istituto di nanotecnologia della Sungkyunkwan University un cellulare che riesce a trasformare il suono della voce in energia per ricaricare la batteria

(Rinnovabili.it) – Per chi utilizza spesso il telefono cellulare, che sia per lavoro o per interesse personale, l’idea di non essere più schiavo di una presa elettrica per ricaricare la batteria ha dell’incredibile. Il progetto potrebbe presto concretizzarsi grazie al lavoro di un team di ricercatori che hanno sviluppato un telefono cellulare in grado di sfruttarla potenza della voce durante le conversazioni per produrre energia e ricaricare la batteria del dispositivo. La nuova tecnologia sembra sia in grado di sfruttare anche i rumori di fondo e la musica mentre il telefono è in stand-by.
Ma c’è chi in questo ha già visto degli aspetti negativi. Quante volte siamo stati disturbati, ad esempio, da chi passa al telefono l’intero viaggio in treno o in autobus? Con questa nuova tecnologia si potrebbe dare a questi “conversatori compulsivi” un motivo in più per passare tutti i tempi morti al cellulare, creando un chiacchiericcio potenzialmente molto fastidioso.
Il Dott. Sang-Woo Kim, che ha sviluppato il progetto presso l’Istituto di nanotecnologia della Sungkyunkwan University di Seul ha dichiarato: “Sono state esplorate diverse alternative per la cattura dell’energia dall’ambiente. E’ stata però trascurata come fonte il suono che da sempre ci accompagna nella vita e questo ci ha motivato a realizzare un metodo per produrre energia trasformando il suono della voce, della musica o il rumore”.
Tale tecnologia, ha spiegato Sang-Woo Kim, in futuro potrebbe avere diverse applicazioni, oltre alla ricarica dei telefonini potrebbe infatti essere sfruttata per catturare il rumore prodotto dalle auto in transito sulle grandi arterie di circolazione per poi trasformarla in energia.
Per il funzionamento la tecnologia sfrutta minuscoli filamenti piezoelettrici di ossido di zinco inseriti tra due elettrodi: quando il pannello fonoassorbente del dispositivo viene colpito dalle onde sonore vibra, causando nei fili di ossido di zinco minuscole compressioni e rilassamenti che generano elettricità.
Un prototipo recentemente realizzato è riuscito a convertire un suono di circa 100 decibel, ovvero l’equivalente del rumore generato dal traffico, in 50 millivolt di energia. Il quantitativo non è sufficiente a ricaricare un telefono cellulare ma i ricercatori hanno dichiarato che con le dovute modifiche la tecnologia dovrebbe divenire presto molto più efficiente.