• Articolo , 22 ottobre 2009
  • Shams Ma’an, per il Mediterraneo un gioiello solare da 220 MW

  • Solar Ventures con il partner Kawar Energy realizzerà il parco fotovoltaico più grande dell’area Mediterranea:100 MWp in Giordania che dopo la fase pilota potrebbero raddoppiare

(Rinnovabili.it) – L’accordo è stato firmato oggi a Milano davanti a Re Abdullah II di Giordania e permetterà al Mediterraneo di aggiungere alla sua collezione solare un gioiello invidiabile. Con il nome Shams Ma’an si concretizza il progetto di quello che fine lavori dovrebbe essere il parco fotovoltaico più grande dell’area Mediterranea. Frutto della partnership tra l’italiana Solar Ventures con le società giordane Kawar Energy e First International for Investment and Trade (che insieme hanno costituito la joint Venture Shams Ma’an Power Generation), l’impianto prevede una prima fase pilota che vede la messa in opera entro il 2012 di 100 MWp nella regione di Ma’an, sud della Giordania. In uno step successivo la centrale verrà ampliata a una potenza totale di 200 MWp. Nell’accordo rientra anche Ma’an Development Company (MDC), organismo per lo sviluppo del paese controllato dal governo giordano che metterà a disposizione il terreno ospite. I dati numerici confermano la grandezza delle intenzioni: la superficie di sviluppo inizialmente di 2 km2 per arrivare ad un’estensione successiva di 5 km2, vedrà l’istallazione di 360.000 moduli e una conseguente produzione energetica annuale di 168.100 MWh; si tratta di un quantitativo pari al fabbisogno di 60.000 famiglie e che in termini ambientali eviterà l’immissione in atmosfera di 90.000 tonnellate di CO2.
Ha commentato Michele Appendino, Presidente e Fondatore di Solar Venture: “Siamo un’azienda a forte vocazione internazionale e il progetto Shams Ma’an è un ulteriore passo avanti che Solar Ventures muove nell’area del Mediterraneo, zona strategica per lo sviluppo del nostro business”.
“Iniziative come il Piano Solare del Mediterraneo o le recenti direttive della Comunità Europea, che consentono l’importazione “fisica” di energia dai paesi del bacino del Mediterraneo agli Stati Membri, – ha concluso – ci incoraggiano a percorrere questa strada”.