• Articolo , 23 marzo 2009
  • Sicilia, energia eolica bloccata

  • Stanno per perdere il posto ma non riescono a capire il motivo. In un’Italia in crisi, i 250 lavoratori della Siteco, azienda metalmeccanica di Priolo Gargallo (Siracusa), di lavoro ne hanno tanto. Commesse per milioni di euro: decine di torri eoliche da costruire per produrre energia pulita. La Regione Siciliana, il 3 febbraio scorso, ha […]

Stanno per perdere il posto ma non riescono a capire il motivo. In un’Italia in crisi, i 250 lavoratori della Siteco, azienda metalmeccanica di Priolo Gargallo (Siracusa), di lavoro ne hanno tanto. Commesse per milioni di euro: decine di torri eoliche da costruire per produrre energia pulita.

La Regione Siciliana, il 3 febbraio scorso, ha approvato il Piano energetico ambientale con 5 miliardi di euro di investimento in 5 anni. Lo scopo della giunta regionale è potenziare l’energia alternativa. Sessanta linea di intervento che saranno finanziate con fondi comunitari: potenziare la geotermia, il fotovoltaico, l’eolico, gli edifici a basso consumo energetico. Incentivi per il privato e gli enti pubblici. Al contrario le grandi società che vogliono produrre energia alternativa saranno tassate. «Dall’energia prodotta dalle fonti rinnovabili in Sicilia si avranno migliaia di nuovi posti di lavoro» ha detto Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana. Una scelta precisa dal territorio che ospita i poli industriali di Siracusa, Gela e Milazzo. Un cambiamento evidenziato alcuni giorni fa anche dal Financial Times che ha titolato «Il piano energetico della Sicilia punta a salvare il mondo, mafia permettendo». Un’analisi espressa da Jeremy Rifkin, consigliere per l’Energia del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha tenuto una lectio magistralis nell’aula magna di Ingegneria all’universitá di Palermo. L’economista ha affermato che «se possiamo dar vita a una Sicilia sostenibile, possiamo creare un mondo sostenibile».

Ma nei fatti non sembra essere così. La Siteco Spa è leader nella costruzione di torri eoliche. Nata nel 2003, tra diretti e indotto l’azienda siracusana impiega circa 650 persone, ha un fatturato da 27 milioni di euro (anche se la produzione si aggira intorno ai 140 milioni di euro). I suoi clienti sono la danese Vestas, la tedesca Nordex e la spagnola Gamesa. Un’azienda metalmeccanica che ha saputo diversificare la sua attività e che possiede maestranze specializzate.
Eppure potrà lavorare solo per altri 50 giorni. Poi sarà costretta a licenziare i dipendenti. Del resto già circa 250 operai di quei 400 dell’indotto sono in cassa integrazione. Aveva commesse per quasi 17 milioni di euro: annullate o sospese. «Le autorizzazioni per i parchi eolici in Sicilia sono bloccate – spiega Salvo Montagno, 56 anni, presidente e amministratore delegato della società –. La Nordex ha annullato la commessa di 6 milioni 700 mila euro, con i contratti già firmati. Oltre cento torri da realizzare. Il Gruppo Moncada ha sospeso la realizzazione di 43 torri per due milioni 400 mila euro. E la Gamesa ha sospeso e ridotto la realizzazione di 130 torri di varie dimensioni per otto milioni 200 mila euro».

Tutta colpa delle conferenze dei servizi che non rilasciano le autorizzazioni. La delibera di giunta ha creato un blocco ed un ritardo provocato da un sovraccarico dei progetti. Per legge la conferenza dei servizi ha 180 giorni di tempo, da quando viene presentata l’istanza, per rilasciare il parere, positivo o negativo. «La verità è che nessuno vuole decidere – spiega Montagno –. Ci costringeranno a fare ricorso al Tar. Manca sempre qualche parere, soprattutto da parte dell’assessorato territorio e ambiente». Quello dell’assessore regionale Giuseppe Sorbello, che è anche sindaco di Melilli, la città in provincia di Siracusa nella quale ha sede l’officina meccanica della Siteco, dove le grosse torri vengono assemblate.

Una torre eolica costa all’incirca 300 mila euro. La Siteco costruisce quelle piccole da 55 metri, fino a quelle di ultima generazione: 105 metri di altezza ed una potenza di 3 Mw. Difficile spiegare l’inversione di tendenza siciliana. Del resto è finito sulle pagine di tutti i quotidiani del mondo lo scandalo di un mese fa che ha portato all’arresto di otto persone a Trapani, tra imprenditori, politici e funzionari del Comune di Mazara del Vallo, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, corruzione e violazione della legge elettorale. Nel mirino di polizia e carabinieri gli appalti nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici.

I lavoratori della Siteco, che non comprendono come sia possibile perdere il lavoro quando l’azienda per la quale si lavora riceve commesse da tutto il mondo, non pensano che «colpendo l’eolico si colpisce la mafia. La Magistratura ha i mezzi per fare in modo che queste interferenze non accadano». E non credono neanche dipenda tutto dalla tutela del paesaggio. «E i tralicci dell’alta tensione dell’Enel. Le raffinerie, le centrali ad olio combustibile, il nucleare? In questo momento di crisi del mercato, i metalmeccanici, con le loro professionalità e le loro capacità, riconosciute in ambito internazionale, non possono lavorare».

Con la crisi calano i consumi di energia elettrica, secondo i dati pubblicati da Terna nel mese di gennaio. Un calo dell’8,5 % rispetto al mese di gennaio dell’anno precedente. In calo la produzione termoelettrica, in crescita quella eolica. Uno studio condotto da Uil e Anev (associazione nazionale energia del vento) sul potenziale eolico della Regione Siciliana dimostra che al 2020 sarà pari a 1900 Mw ed il beneficio occupazionale derivante dallo sviluppo eolico potrebbe essere pari a oltre 7300 occupati di cui oltre 2200 diretti. «Eravamo orgogliosi si essere azienda leader in Europa, la prima ad avere costruito la torre da 105 metri a Franconfonte (Siracusa). Vorrà dire che essere un’eccellenza non sempre premia». Al Gruppo Moncada è stata bloccata la realizzazione di nuovi parchi eolici nella zona di Agrigento. Si consola realizzando una mega centrale di energia eolica in Albania.
(Alessandro Ricupero)