• Articolo , 1 ottobre 2008
  • Sicilia: pronte linee guida politica energetica regionale

  • La Regione siciliana conta sette centrali termoelettriche, due gasdotti transnazionali, impianti petrolchimici, giacimenti di idrocarburi “e intende dare un apporto alla soluzione della crisi della produzione di energia, tenuto conto che le industrie petrolchimiche già contribuiscono per il 40% alla raffinazione del greggio a livello nazionale. Il tutto tutelando e salvaguardando l’ambiente e il paesaggio […]

La Regione siciliana conta sette centrali termoelettriche, due gasdotti transnazionali, impianti petrolchimici, giacimenti di idrocarburi “e intende dare un apporto alla soluzione della crisi della produzione di energia, tenuto conto che le industrie petrolchimiche già contribuiscono per il 40% alla raffinazione del greggio a livello nazionale. Il tutto tutelando e salvaguardando l’ambiente e il paesaggio e sempre che da queste attività derivino congrue entrate a favore dell’erario regionale”. Lo afferma l’assessore regionale all’Industria, Pippo Gianni, che oggi ha presentato il decreto che detta le linee guida alla base di tutta la politica energetica regionale. “Per perseguire l’obiettivo di una politica energetica regionale volta a garantire sicurezza, flessibilità e continuità agli approvvigionamenti energetici – aggiunge – si è proceduto all’approvazione di linee di indirizzo, in attesa dell’adozione della pianificazione energetica regionale nel rispetto degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, dal protocollo di Legalità stipulato il 12 luglio del 2005 e dei principi di autonomia riconosciuti dallo Statuto speciale della Regione”. Gli obiettivi del piano, in conformità con le fonti comunitarie, nazionali e statutarie sono il rispetto della liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica, del gas e degli idrocarburi per lo sviluppo economico sostenibile del territorio in sintonia con la tutela dei diritti della salute, dell’ambiente e del paesaggio; la diversificazione della produzione energetica (eolico, fotovoltaico, biocarburanti, rigassificatori, nucleare); la valorizzazione e la gestione razionale delle risorse energetiche rinnovabili compresi i biocombustibili e i biogas; la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti (con l’implementazione di tecnologie innovative per le centrali fortemente inquinanti); la riduzione del costo dell’energia per la comunità regionale; la sicurezza sugli approvvigionamenti; l’incentivazione della ricerca ed innovazione tecnologica nel settore energetico; il potenziamento della distribuzione dell’energia attraverso il miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture (chiusura dell’anello ad alta tensione). Oltre a questi obiettivi l’assessore all’Industria potrà stipulare accordi finalizzati all’attuazione delle misure di compensazione e del riequilibrio ambientale, anche da parte dello Stato, per le aree dissestate del territorio siciliano e promuovere intese con Terna ed Enel Distribuzione, per assicurare capacità e sicurezza delle reti di trasmissione e distribuzione. Il piano prevede inoltre una serie di premialità che consentiranno di approvare prioritariamente i progetti che prevedono il recupero di cave dismesse, la creazione di filiera produttiva (stabilimenti, o fabbriche per la costruzione dei componenti) e la creazione di centri di ricerca.