• Articolo , 15 giugno 2010
  • Sicurezza e burocrazia, modificarle in nome del trasporto elettrico

  • La Commissione europea propone standard di sicurezza più elelvati e ridimensionamento della burocrazia per agevolare la crescita del mercato del trasporto elettrico. Un ulteriore passo verso la mobilità sostenibile

(Rinnovabili.it) – La Commissione europea “propone”:http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/automotive/competitiveness-cars21/energy-efficient/index_en.htm e il mercato dovrà rispondere. Davanti alla richiesta che ogni veicolo elettrico immesso sul mercato sia ancora più sicuro e che i consumatori siano maggiormente protetti dall’entrare in contatto con parti delle vetture sotto tensione potrebbe favorire la diffusione delle automobili e dei veicoli a batteria procedendo verso una sempre più reale diminuzione delle emissioni di CO2 dal settore trasporti. Ma la Commissione non si ferma alla sicurezza e propone nuove norme spingendo verso la riduzione degli iter burocratici per l’omologazione dei nuovi mezzi. “I veicoli elettrici sono una delle tecnologie più promettenti per rendere i trasporti più ecologici. Sapendo che saranno generalmente disponibili ai consumatori nel prossimo futuro dobbiamo garantire che essi siano sicuri. Tali proposte mirano a fare proprio questo. Nel frattempo sono lieto che si stia riducendo la burocrazia, eliminando ciò che in realtà è un doppio onere per l’industria quando si tratta di omologare le auto”, ha dichiarato il vice presidente Antonio Tajani, responsabile per l’Industria e l’Imprenditorialità.
I treni elettrici viaggiano ad alta tensione (500 volt) e la proposta della Commissione europea lanciata oggi punta alla composizione di una norma di sicurezza comune, che regoli l’entrata sul mercato per tutto il trasporto elettrico. Tale proposta, se approvata, andrebbe ad integrare il regolamento n.100 della Commissione economica per l’Europa (UNECE) che concerne l’omologazione dei veicoli elettrici a batteria, la loro costruzione e gli standard di sicurezza agevolando il mercato in paesi terzi rispetto al costruttore.