• Articolo , 27 maggio 2011
  • Sierra Leone: la diga Bumbuna quadruplicherà la capacità nazionale

  • Il vice ministro dell’Informazione Sheka Tarawalie annuncia l’intenzione di portare la potenza dell’impianto numero uno del paese dagli attuali 50 MW a 400 MW entro il 2017

(Rinnovabili.it) – Nove anni dopo la fine della guerra civile, la Sierra Leone si trova ancora a dover fronteggiare una crisi energetica che sta minando la propria crescita economica. Il paese possiede, infatti, ancora oggi meno di 100 MW di potenza istallata sul territorio, uno dei livelli più bassi dell’Africa occidentale, costringendo la popolazione a combattere con una fornitura elettrica – dove presente – debole e incostante.
Una parte importante della soluzione governativa al problema è rappresentata dal *progetto Bumbuna*, che comprende *una diga alta 88 metri e una centrale idroelettrica da 50 MW* situata sul fiume Seli. L’impianto è stato finanziato principalmente dal governo italiano, da quello della Sierra Leone, dalla Banca Africana di Sviluppo e dal Dipartimento per lo sviluppo internazionale dell’Inghilterra (DFID – Department for International Development), mentre l’Opec ha sovvenzionato la linea di trasmissione e la Banca Mondiale ha effettuato gli studi inerenti l’impatto ambientale.

Con la sua entrata in servizio, nel 2009, si è registrato un significativo miglioramento alla situazione energetica nazionale; nonostante ciò la domanda continua a superare l’offerta in gran parte del paese. L’intenzione della Repubblica è quella di ampliare il progetto *portando la potenza a ben 400 MW entro il 2017*, quadruplicando l’attuale capacità elettrica nazionale. L’annuncio è stato rilasciato dal vice ministro dell’Informazione Sheka Tarawalie durante una conferenza stampa a Freetown, la capitale. Tarawalie ha spiegato che il governo ha firmato un protocollo d’intesa con Joule Africa, ramo della californiana Joule Investments Group, per aggiungere i nuovi 350 MW attraverso un’operazione del valore di 750 milioni di dollari (il 75% finanziato da prestiti e il 25% attraverso il capitale). Il neo progetto prevede oltre all’aumento della produzione anche la costruzione di un altro serbatoio di approvvigionamento idrico per fronteggiare la stagione secca.