• Articolo , 5 febbraio 2010
  • Singh, sostegno a Pachauri per gli errori nella relazione dell’IPPC

  • I ghiacciai dell’Himalaya non rischiano di scomparire entro il 2035 ma rimangono alte le preoccupazioni per l’aumento dell’emissione di gas serra nell’atmosfera.

IPPC è il comitato scientifico fondato dall’organizzazione meteorologica (WMO) e del programma ambientale dell’ONU, noto per lo sforzo nel costruire e disseminare un’accresciuta conoscenza sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e nel porre le basi per invertire la tendenza.
Il presidente del panel internazionale sui cambiamenti climatici Rajendra K. Pachauri ha ricevuto forti critiche per una falsa dichiarazione nella sua relazione del 2007, sul fatto che i ghiacciai dell’Himalaya potrebbero scomparire entro il 2035. Il premio Nobel per il 2007 si è rifiutato di scusarsi per l’errore e ha dichiarato di non essere il diretto responsabile di quella parte del report “ Non si può pretendere che io sia personalmente responsabile di ogni parola in un rapporto di 3000 parole” ha detto.
Se da una parte vi sono state molte critiche sollevate da parte degli scienziati di tutto il mondo e degli scettici che credono che le teorie del riscaldamento globale siano solo allarmismi, dall’altra parte Pachauri ha trovato molti sostenitori, come il primo Ministro indiano Manmohan Singh, che ha dichiarato di avere piena fiducia nel pannello, nonostante qualche errore nella sua relazione sul riscaldamento globale.
Egli ha inoltre ha esortato i paesi sviluppati a estendere una maggiore assistenza finanziaria e tecnica ai paesi poveri per aiutarli a far fronte alle conseguenze delle emissioni di biossido di carbonio in aumento. Singh sottolinea che i paesi industrializzati dovrebbero riconoscere il loro ruolo nel accumulo di gas a effetto serra nell’atmosfera e rispondere con iniziative audaci per ridurre le emissioni future. A riprova di ciò gli scienziati delle Nazioni Unite hanno detto che un aumento della temperatura di oltre 2C potrebbe portare ad un aumento drammatico del livello del mare che minaccia le isole e le città costiere, uccidere molte specie animale e piante, e alterare le economie agricole di molti paesi.