• Articolo , 18 novembre 2010
  • Smart Grids: futuro assicurato grazie al SEDC

  • Lunedì scorso è stata resa pubblica, nel corso della Conferenza europea sulle tecnologie energetiche, l’istituzione dell’Associazione composta dai maggiori operatori del settore energetico. Obiettivo diffondere e intensificare l’impiego delle reti intelligenti.

(Rinnovabili.it) – Le smart grid potrebbe far risparmiare all’Unione Europea 52 miliardi di euro l’anno. Una cifra consistente che deriverebbe dalla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione elettrica attraverso processi di automazione e dall’incoraggiamento degli utenti finali a ridurre i propri consumi grazie all’impiego dei contatori intelligenti. A riferirlo è una delle voci più autorevoli ma anche più giovani in materia, la *Smart Energy Demand Coalition* (SEDC), nuova associazione composta dai maggiori operatori del settore energetico e presentata ufficialmente nei giorni scorsi durante _l’Energy Technology Conference Plan_ della UE.
Tra i membri fondatori spiccano nomi importanti del calibro di EDF, ENEL, Fenosa Gas Netural, VaasaETT, ma anche Climate Group, Vodafone e Schneider Electric.
Una collaborazione attesa e fortemente voluta, realizzata su modello della statunitense *Demand Response and Smart Grid Coalition* (DRSG) per condividere esperienze ed informazioni con imprenditori, istituzioni politiche, media ed associazioni dei consumatori, al fine di massimizzare lo sviluppo e la diffusione delle smart grids. Direttore Esecutivo dell’associazione sarà Jessica Stromback, Senior Partner di VaasaETT, mentre la Presidenza andrà a Chris King, fondatore della DRSG. Secondo Stromback “i Regolatori di tutta Europa stanno attualmente discutendo e mettendo a punto i requisiti migliori per i contatori intelligenti e le implementazioni delle smart grid, al fine di costruire le piattaforme necessarie e programmi di efficienza energetica, aiutando i fruitori di energia elettrica a contribuire al perseguimento degli obiettivi 2020 dell’UE riguardo ai cambiamenti climatici”. Al momento in Europa infatti si sta stanno movimentando finanziamenti per lo sviluppo e l’implementazione di un ampia varietà di tecnologie “intelligenti”, ma nonostante ciò si da ancora poca attenzione allo sviluppo e sostegno di programmi dal lato della domanda energetica e a cui il SEDC cercherà di trovare una immediata soluzione. “Il riconoscimento politico c’è, ma ognuno continua a chiedere _fammi vedere i numeri”,_ ha dichiarato John Harris Landis+Gyr. E mentre l’industria è in grado di convertire i benefici dei contatori e delle reti intelligenti in cifre, l’UE deve ancora affrontare un vuoto normativo importante. La proposta presentata nel 2009 di dotare l’80% delle abitazioni comunitarie di sistemi di misurazione intelligenti entro il 2020 come un modo per consentire ai consumatori di controllare meglio i propri consumi energetici e per evitare ore di punta., non è stata inclusa nel terzo pacchetto clima-energia.