• Articolo , 9 giugno 2009
  • Smart meter, l’Italia all’avanguardia nel mercato europeo

  • Molti Paesi hanno già avviato l’installazione dei contatori intelligenti. Tra questi lo Stivale può contare già su circa 32.1 milioni di istallazioni alla fine del 2008.

(Rinnovabili.it) – Smart Meter? L’Italia può insegnare qualcosa. Con i suoi 32.1 milioni di contatori installati alla fine dello scorso anno il Bel paese risulta essere all’avanguardia nel panorama europeo e non solo. Lo rivela l’ultima ricerca condotta dagli analisti di Frost & Sullivan che mette tra l’altro in luce come sia l’Enel l’azienda più attiva e più avanzata in Europa in questo tipo di “rivoluzione”.
Parte integrale del grande movimento verso una rete intelligente, spiega il Research Analyst di Frost & Sullivan, Vikas Ravidran, gli smart meter oltre alla funzionalità di base per la misurazione dell’energia consumata, sono anche in grado di trasmettere dati in entrambe le direzioni, da e verso i sistemi centrali della società energetica. “Ciò assicura maggior trasparenza e il monitoraggio efficiente dell’energia. I contatori intelligenti permettono alle società energetiche di variare i prezzi in tempo reale. Questo significa che i consumatori consumerebbero meno nei periodi di costo elevato, portando perciò ad una riduzione delle emissioni, dei costi e della pressione generale sulla rete elettrica”.
Anche Canada e gli Stati Uniti non sono da meno, il primo con ben 270 mila contatori intelligenti installati soltanto nella città di Ottawa alla fine del 2007ed il secondo che attraverso i programmi federali messi appunto dall’amministrazione Obama punta alla creazione di una rete energetica intelligente, con più di 9 milioni di contatori per elettricità e gas già approvati per la California.
All’appello rispondono pure Australia e India, mentre a livello UE i risultati più scarsi si registrano nel Regno Unito, dove il mercato è strutturato in modo tale che l’adozione di simili sistemi sia molto complessa e inefficiente dal punto di vista economico.
“Il mercato in Europa è spinto soprattutto dalla legislazione – spiega l’analista – La liberalizzazione del mercato dell’energia nel 2007 e l’evoluzione di un quadro regolamentare più favorevole sono sicuramente alla base dell’apertura del mercato”. Ora che le leggi sono state messe a punto, secondo la ricerca – il passo successivo è quello dell’effettiva implementazione. Questo però non è quello che è successo nel caso dell’Europa. La Direttiva per i Servizi Energetici che sarebbe dovuta entrare in vigore come legge nel 2008 non è stata ancora ratificata. E oltre alle leggi, il maggior freno all’industria è l’interoperabilità: il sistema installato da un fornitore di energia dovrebbe poter essere utilizzato da un fornitore differente nel caso in cui il consumatore decida di cambiare fornitura.