• Articolo , 8 settembre 2011
  • Smart meter? Non adatti ai risparmi a lungo termine

  • Un investimento troppo alto rispetto al previsto risparmio energetico ed economico. Con questa motivazione Tom Hargreaves ha messo in guardia sul possibile fallimento della manovra che sta portando i contatori intelligenti nelle case degli inglesi

(Rinnovabili.it) – I contatori intelligenti che molti paesi stanno progressivamente istallando nella case dei cittadini con la prospettiva di un consumo più razionale dell’energia che porti ad un abbassamento dei costi in bolletta, oltre che al calo degli inquinanti, potrebbero in parte disattendere le aspettative di molti governi.
“Gli smart meter non possono cambiare il consumo energetico a lungo termine” con questa affermazione un ricercatore della Scuola di Scienze Ambientali dell’Università dell’East Anglia ha avvertito le istituzioni stilando un rapporto nel quale sottolinea come i contatori intelligenti, nonostante permettano la costante visualizzazione dei consumi energetici in tempo reale, all’inizio giocheranno un importante ruolo anche sollecitate dall’effetto novità mentre dopo poco verranno utilizzati come i vecchi contatori, passando nuovamente alle vecchie abitudini energetiche.

Presentando i risultati alla Royal Geographical Society il ricercatore Tom Hargreaves ha detto che in alcune case l’uso di contatori intelligenti è stato abbandonato del tutto, mentre in altri hanno causato addirittura problemi tra i membri della famiglia. “Piuttosto che far sentire motivati a risparmiare più energia e soldi le famiglie in alcuni casi si sono sentite frustrate e scoraggiate visto che i cambiamenti avrebbero potuto ottenere risultavano minimi e in ragione del fatto che stavano ricevendo pochi o nessun sostegno significativo dalle autorità governative e locali”, ha spiegato Hargreaves.
Egli ha voluto inoltre avvertire il governo che un piano da 11 milioni di sterline per la fornitura dei contatori intelligenti in tutte le case del Regno Unito e le imprese entro il 2020 non può avere l’effetto sperato sul consumo di energia.
La decisione è stata affrettata, dice, e le opportunità chiave per realizzare il risparmio energetico potrebbero mancare durante il processo. Ma le affermazioni del ricercatore non sono tutte in negativo egli afferma infatti che la diffusione dei contatori intelligenti non significa solo ridurre il consumo di energia, ma ha altri potenziali benefici per i consumatori tra cui la creazione di reti di distribuzione intelligenti.
“Si tratta anche di sviluppare una ‘smart grid’ in grado di supportare alti livelli generazione di energia a basse emissioni di carbonio e di ottenere risparmio sui costi per i consumatori, ottenendo inoltre di passare facilmente da un fornitore all’altro per sfruttare i prezzi di fornitura migliori.