• Articolo , 2 novembre 2009
  • Smos, il satellite Esa che dallo spazio ‘fotografa’ il clima

  • Il lancio del satellite, considerato già un successo per l’ESA, contribuirà a tenere sotto controllo l’andamento del ciclo di vita degli oceani e a prevedre eventuali calamità naturali.

(Rinnovabili.it) – Nascono nuove prospettive nello studio dei mutamenti climatici. Il merito va ad ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che nella notte ha lanciato con successo, dalla base russa di Plesetsk, il vettore Rokot con due satelliti speciali le cui tecnologie sono in sperimentazione da oltre diciassette anni. Si tratta di “Smos:”http://www.esa.int/SPECIALS/smos/index.html, acronimo di Soil Moisture and Ocean Salinity, sentinella che avrà il compito di “cartografare” i dati relativi a diversi fenomeni come correnti oceaniche, eventuali ondate di calore, alluvioni e calamità naturali con l’obiettivo di mettere a punto modelli più completi per lo studio dei cambiamenti climatici; accanto il “dimostratore tecnologico” Proba-2 che sarà impegnato nello sperimentazione di tecnologie satellitari avanzati come sensori miniaturizzati e strumenti scientifici per l’osservazione solare.
“Il successo del lancio è una buona notizia non solo per l’Esa – ha dichiarato il direttore generale Jean-Jacques Dordain della sede Esrin di Frascati (Rm) – ma per tutto il mondo”; contribuirà difatti in una ricerca approfondita e sull’umidità del suolo e sulla salinità dell’acqua, fondamentali per meglio comprendere gli andamenti climatici che coinvolgono l’intero Pianeta. Smos, che è costituito da una serie di pannelli solari, utilizzerà l’energia da questi sprigionata per sondare dalla sua orbita polare ad un altitudine di 758 KM, e nel giro di tre giorni, la completa superficie terrestre; le 69 minute antenne che invece ricoprono i suoi “bracci” saranno utili a ispezionare l’intero ciclo dell’acqua sul globo.
“La missione senza precedenti”, come l’ha definita il responsabile del direttorato per l’Osservazione della Terra dell’Esa Stefano Bruzzi- ci aiuterà a “capire che cosa sta succedendo e che cosa succederà al clima del nostro pianeta”. Nonostante il forte vento “il lancio è stato perfetto” – ha detto Volker Liebig direttore del Programma di Osservazione della Terra dell’Esa, e nonostante serva ancora qualche tempo per la calibratura e l’effettiva verifica dello stato efficiente di Smos, l’acquisizione a norma del segnale preannuncia un buon inizio.