• Articolo , 24 maggio 2010
  • Società INformazione pubblica il “Rapporto sui diritti globali 2010”

  • Nato dalla collaborazione tra la onlus Società INformazione con ActionAid, Antigone, ARCI e promosso dalla Cgil il Rapporto delinea l’attuale panorama internazionale soffermandosi sui temi di maggiore interesse tra cui le problematiche legate alle emissioni di CO2

(Rinnovabili.it) – “Uno strumento unico a livello internazionale per ampiezza dei temi trattati e per profondità di analisi” così Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, commenta la presentazione del “Rapporto sui diritti globali 2010”:http://www.dirittiglobali.com/component/content/article/53-rapporto-sui-diritti-globali/39-rapporto-2010.html, documento di informazione per tutti coloro che operano in settori quali scuola, media, amministrazioni pubbliche e associazioni.
Il Rapporto, realizzato dall’onlus Società INformazione , è promosso dalla CGIL in collaborazione con ActionAid, Antigone, ARCI, Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCA), Fondazione Basso-Sezione Internazionale, Forum Ambientalista, Gruppo Abele e Legambiente.
Giunto all’ottava edizione il documento, oltre a riassumere la situazione internazionale, ne delinea le prospettive future: “Questa edizione del Rapporto mette a fuoco le grandi sfide sociali del presente che hanno tutte come obiettivo comune quello di tutelare i diritti umani. Attualmente, infatti, gli abitanti dei Paesi ricchi consumano almeno 10 volte di più rispetto a quelli dei Paesi poveri. Complessivamente i 500 milioni di abitanti più ricchi del Pianeta – che costituiscono circa il 7% della popolazione mondiale – sono responsabili del 50% delle emissioni globali di anidride carbonica che, secondo le stime per il 2008 della NEAA, l’Agenzia ambientale olandese, sono 31 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Al contrario i più poveri del Pianeta, oltre 3 miliardi di persone, sono responsabili di appena il 6% delle emissioni, ma pagano il prezzo più alto dei mutamenti climatici. Sono queste le ragioni per cui non solo la politica e la società civile globale hanno preso pienamente coscienza del surriscaldamento del Pianeta ma è diventato evidente anche ai più alti livelli istituzionali che sulla questione climatica convergono anche le crisi economica, sociale, alimentare e idrica”. Questa la testimonianza di Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente intervenuto in occasione della presentazione del Rapporto, avvenuta stamane a Roma.