• Articolo , 2 dicembre 2008
  • Solare. Chieti premiata dal Ministero dell’Ambiente

  • “solarizzare tutti gli edifici pubblici, a cominciare dagli impianti sportivi”. E’ l’ ambizioso obiettivo del primo cittadino di Chieti, Francesco Ricci, deciso a rivoluzionare il concetto di “pubblica amministrazione” in barba allo stato di recessione globale che imperversa nel Paese, e soprattutto in Regione, dove la reazione dei più è quella di salvare un salvabile […]

“solarizzare tutti gli edifici pubblici, a cominciare dagli impianti sportivi”. E’ l’ ambizioso obiettivo del primo cittadino di Chieti, Francesco Ricci, deciso a rivoluzionare il concetto di “pubblica amministrazione” in barba allo stato di recessione globale che imperversa nel Paese, e soprattutto in Regione, dove la reazione dei più è quella di salvare un salvabile che sta scivolando via senza rimedio, e che invece necessita di politiche coraggiose e orientate al risparmio energetico come al benessere collettivo e ambientale.
AMBIENTE: L’ ABRUZZO C’ E’
Uno spirito d’ iniziativa che strizza l’ occhio al futuro, lanciando la cittadina tra le prime in Italia relativamente ai finanziamenti ottenuti dal Ministero dell’ Ambiente per lo sviluppo del fotovoltaico. La graduatoria degli aventi diritto al cofinanziamento di 2 milioni e 628 mila euro “per la promozione e la diffusione di impianti fotovoltaici di alto pregio architettonico/paesaggistico ad elevata replicabilità negli edifici pubblici”, è stata diffusa ieri mattina: ammessi in concorso i capoluoghi di Provincia, i Comuni con aree naturali protette di interesse regionale e/o Nazionale, Provincie, Università pubbliche ed enti di ricerca statali. I fondi promossi nel bando saranno conferiti nel limite del 50% dei costi ammissibili. L’ Abruzzo, con i suoi 12 progetti accolti e finanziati dal Ministero torna in pista nella sfida energetica lanciata dal Millennio: la vita ecosostenibile di una comunità umana che non distrugge le risorse, ma le celebra nell’ utilizzo di un’ energia gratuita e pulita nel pieno rispetto della natura.
CHIETI VIRTUOSA
Dei 500 mila euro ottenuti dalla nostra Regione, circa la metà finanzierà tre dei progetti promossi dal Comune di Chieti sul risparmio energetico tramite ricorso al fotovoltaico. Si tratta di ben 240 mila euro che andranno a patrocinare la scuola media Chiarini(€ 82.556,25), la materna delle Nolli (idem) e l’ elementare di Porta Sant’ Anna (€ 74.038,98), ma non è tutto. In lista per l’ installazione di pannelli solari sembra ci sia anche il Palatricalle, l’ imponente impianto sportivo messo a nuovo in occasione del campionato di basket femminile dello scorso anno, destinato inoltre ad accogliere alcune importanti gare dei prossimi Giochi del Mediterraneo.
La dichiarazione del sindaco Ricci. “E’ solo l’inizio del programma che abbiamo impostato, e cominciamo a riscuotere i primi, importanti risultati, che ci pongono oltretutto in una condizione eccellente in campo nazionale. Faccio solo notare l’importo dei contributi dati a Chieti in rapporto ad esempio a istituzioni molto autorevoli come il Politecnico di Milano e l’università di Firenze. E con il ricorso al fotovoltaico per il Palatricalle riteniamo di poter ottenere un notevole risultato. Ma l’obiettivo che intendiamo conseguire è molto più grande: solarizzare tutti gli edifici pubblici, a cominciare dagli impianti sportivi, una rivoluzione nel modo di intendere la pubblica amministrazione. Progetti particolarmente importanti in un momento di così grave crisi economica”. Sempre secondo quanto affermato dal Sindaco, parte del programma consiste nella creazione di uno “sportello per il cittadino”, volto all’ informazione e all’ ausilio di quanti intendono installare impianti fotovoltaici nella propria abitazione.
CASE SOLARIZZATE
Non si tratta di abitazioni partorite dalla fantasia futurista di qualche autore cinematografico. E’ invece qualcosa di possibile, conveniente, e -udite udite- anche etico. Un progetto in grado di accordare venditore, acquirente e ambiente, in una triangolazione impensabile soltanto qualche decennio fa. Nonostante la riluttanza di alcuni imprenditori edili timorosi di investire sul solo risparmio dell’ acquirente, l’ edilizia solare sta progressivamente espandendosi , anche e soprattutto in ragione dei tanti fattori positivi che un atteggiamento ambientalista genera nel tessuto sociale. Vediamo perchè.

Prima di tutto, partendo dal mero dato materiale, una casa solare consente alla ditta che la produce un ritorno di immagine nettamente superiore ad un analogo investimento economico in pubblicità. Nel numero di “Energia dal Sole”(pp. 28-29 – n. 4/2005 – Anno VIII) il virtuoso meccanismo viene spiegato chiaramente: se paragonassimo la spesa che un’ impresa edile deve sostenere per la costruzione di un edificio, a quella affrontata per un pranzo al ristorante, il costo dell’ impianto solare sarebbe, in proporzione, inferiore a quello di un caffè, producendo una visibilità pubblica che attirerebbe molte più famiglie all’ acquisto di una casa.
UN RISPARMIO CHE ELEVA LE COSCIENZE MENTRE PRODUCE COMFORT
I nuclei familiari che oggi giorno possono acquistare un’ abitazione si mostrano sempre più attenti alla qualità dell’ offerta: che senso avrebbe infatti risparmiare qualche migliaio di euro, se poi si è costretti ad affrontare bollette super salate? Allo stato attuale le famiglie italiane spendono, in media, tra i 300 e i 500 euro l’ anno per produrre acqua calda al solo scopo di lavarsi, senza considerare quella utilizzata da lavatrici e lavastoviglie. Troppo, specie di questi tempi.
Gli imprenditori audaci e informati lo sanno: gli acquirenti sono sempre più propensi ad investire somme iniziali leggermente più alte, pur di ottenere abitazioni curate nei materiali e impostate al risparmio energetico, nella consapevolezza di essere ripagati nel breve termine sia sotto l’aspetto economico che a livello di “comfort aggiunto”.
In ultimo ma non in ordine di importanza, il risvolto etico: al risparmio certo offerto dai pannelli solari si aggiunge la crescente sensibilità legata all’ ambiente. Non tutti sanno che ogni kWh di energia elettrica prodotto, genera l’ emissione di mezzo chilo di anidride carbonica in atmosfera. Un solo metro quadrato di pannello solare termico volto alla produzione di acqua calda sanitaria, consente ogni anno il risparmio di ben 1000 kWh, scongiurando ossia, l’emissione di mezza tonnellata di anidride carbonica in quella stessa aria che respiriamo ogni giorno, e che invano i polmoni verdi della Terra cercano di sanare per l’essere umano.
Giovanna Di Carlo