• Articolo , 18 novembre 2008
  • Sole e carbone: ormai è competizione quasi alla pari

  • La statunitense SolFocus presenta un’evoluzione della cella fotovoltaica, il 1100S, che permetterà di avvicinarsi in termini di competitività alla tradizionale fonte fossile di approvigionamento energetico

Solfocus, azienda statunitense leader nel settore della progettazione e nell’innovazione di tecnologie e prodotti per la produzione di energia solare, ha annunciato la sua ultima soluzione tecnologica: il nuovo Concentrator Photovoltaic (CPV) SolFocus 1100S. Il nuovo sistema combina l’alta efficienza delle celle solari (del 40% circa) con tecniche di ottica avanzata per fornire soluzioni energetiche che possano essere soprattutto affidabili e capaci di garantire un’energia rinnovabile, pulita e a basso costo.
Una delle prime applicazioni del nuovo sistema si vedrà in Spagna, grazie all’EMPE, cliente della SolFocus, che utilizzerà il SolFocus 1100S nel suo nuovo progetto da 10 MW, con l’obiettivo di diventare il più grande impianto a sfruttare questa nuova tecnologia in Europa.
Il sistema sostanzialmente è caratterizzato da un particolare accorgimento di matrice ottica che permette una maggiore captazione dela luce solare in celle di piccole dimensioni ma ad alta efficienza. Dal punto di vista ambientale, il SolFocus 1100S utilizza circa un millesimo del costoso materiale utilizzato nelle celle solari tradizionali, concentrandosi su materiali facilmente reperibili ed efficaci al punto di vista dei costi come alluminio e vetro, rendendo quindi il pannello per il 95% riciclabile, ma soprattutto caratterizzandolo di una bassa impronta carbone e di un tempo di ritorno dell’investimento contenuto.
SolFocus ha integrato ai suoi pannelli un avanzato sistema di ‘inseguimento’ dei raggi solari durante l’arco dell’intera giornata, svincolandone l’assorbimento dalla particolare posizione del sole nel cielo. Il sistema è stato sviluppato specificatamente per integrarlo con il SolFocus 1100S, permettendo l’ottimizzazione delle performance. Attraverso gli accorgimenti realizzati nel nuovo sistema si è potuti, quindi, arrivare alla produzione di celle circa due volte più efficienti delle tradizionali celle in silicio, garantendo così una corsia privilegiata dedicata alla tecnologia solare, sempre più caratterizzata da costi abbordabili e paragonabili ai costi del combustibile fossile, garantendone una maggiore competitività nel mercato.