• Articolo , 17 dicembre 2008
  • Sostenibilità: un futuro energetico a biomassa

  • Sarebbe realistico secondo due ricercatori tedeschi ipotizzare un recupero dei terreni degradati attraverso la coltivazione della biomassa in quantità tali da rispondere alle esigenze energetiche mondiali

Una strategia globale di approvvigionamento energetico basato sulle agroenergie. Questa è l’ipotesi fortemente sostenuta dai ricercatori Jürgen O. Metzger della Carl von Ossietzky University di Oldenburg, in Germania, e Aloys Huettermann dell’Università di Goettingen, nel loro lavoro recente pubblicato dalla rivista Naturwissenschaften. Per entrambi gli scienziati una produzione elettrica e di carburante proveniente dalla coltivazione della biomassa è uno scenario possibile sia dal lato economico che della sostenibilità. I combustibili fossili, secondo le previsioni basate sugli attuali livelli di consumo, non saranno più in grado di rispondere alla domanda mondiale nel giro di un centinaio di anni, nonostante tutto la possibilità di produrre abbastanza biomassa da costituire la maggiore fonte di energia senza entrare in competizione con i prodotti alimentari è considerata da molti esperti irrealistica. L’approccio Metzger e Huettermann ribalta la questione, partendo dall’idea di dedicare terreni attualmente degradati o contaminati e pertanto non adatti alle colture alimentari a specie vegetali a crescita rapida che andrebbero in primis a bilanciare il quantitativo di CO2 associato a tale produzione energetica. E tra i vantaggi anche un conveniente modo di immagazzinamento dell’energia, di rigenerazione delle riserve idriche globali, oltre al controllo del degrado dei suoli. Lo scenario prospettato – aggiungono gli autori dello studio – “sarà un passo importante per realizzare i programmi delle Nazioni Unite nella lotta contro la desertificazione e la deforestazione, senza costi aggiuntivi”.