• Articolo , 14 aprile 2008
  • Southwestern University: la CO2 riduce le proteine

  • Una nuova analisi dimostra come la crescita dei livelli di anidride carbonica influisca sulla quota proteica di orzo, riso, frumento, soia e patate

Gli attuali livelli di diossido di carbonio stanno lentamente alterando le qualità delle piante. Dopo la dimostrazione, condotta da biologi dell’Università dell’Illinois a Urban-Champaign, che al crescere della quota di CO2 in atmosfera, le difese dei vegetali dai parassiti diminuiscono, ora un’analisi a cura della Soutwestern University collega i livelli di anidride carbonica alla variazione del contenuto proteico di alcuni cereali. I ricercatori hanno studiato le proteine contenute in orzo, riso, frumento e soia fatti crescere sia con i livelli di CO2 attuali che con quelli previsti nel 2100, e hanno dimostrato così che in futuro l’aumento delle emissioni causerà una riduzione del contenuto proteico dell’ordine del 14%. A dare un ulteriore contributo in tal senso sono purtroppo anche i livelli di azoto nel suolo e la concentrazione di ozono nell’atmosfera. Su oltre 40 studi analizzati, gli effetti del livello di CO2 su cinque colture (orzo, riso, frumento, soia e patate), confermano una minore concentrazione di proteine, quando la CO2 è sui livelli previsti per la fine di questo secolo. Nel caso di frumento, orzo, riso e patate la CO2 abbatte le proteine del 10-15%, mentre la soia presenta una riduzione del 1,4%. Il fenomeno porterebbe conseguenze gravi sopratutto sulla salute delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, come nel caso del Bangladesh dove il 75% della dieta alimentare si basa proprio sui raccolti analizzati.