• Articolo , 13 dicembre 2010
  • Spagna, i cementifici diventano green utilizzando biomassa

  • Ridurre gli inquinanti prodotti dai cementifici spagnoli attraverso l’impiego di biomassa e biocarburanti per lo sviluppo del calore necessario alle industrie. Questa la tendenza riscontrata dall’Oficemen, il consorzio che riunisce i maggiori stabilimenti spagnoli

(Rinnovabili.it) – Nella classifica degli inquinatori i cementifici si trovano tra le industrie meno virtuose. Per ovviare a tale triste primato c’è già chi si sta organizzando per diventare meno impattante a livello ambientale alimentando i propri forni con combustibili non fossili. Nonostante non esistano dati certi e precisi su quanto si sta verificando pare che tra il 15 e il 25% dell’energia termica generata da tali industrie sia ottenuta mediante la combustione di diversi biocarburanti, tra cui biomassa composta principalmente da residui ottenuti da palme, ultimamente flagellate dal coleottero rosso che, mangiando l’interno del tronco, rende necessario il taglio della pianta. A questo punto la palma viene utilizzata per la produzione di biomassa grazie alla quale, dal febbraio del 2010, si è evitata la produzione di circa 5000 tonnellate CO2, avvicinando la Spagna al raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli inquinanti.
Diverse aziende della penisola hanno confermato di aver intrapreso politiche per la conversione del combustibile impiegato: ad esempio la Lafargue Cementos ha dichiarato che nello scorso inverno, in un impianto attivo nella provincia di Barcellona, è iniziato il processo di sostituzione dei combustibili fossili con i biofuel con la speranza di impiegarne presto il 20% sul totale consumato.
A tal proposito Oficemen, associazione che riunisce i principali produttori di cemento spagnoli, ha voluto ricordare come “nel 2009 l’industria del cemento ha impiegato 476mila tonnellate di combustibili recuperati, ciò significa l’11,9% del potere calorifero di tutti i forni delle strutture esistenti”.
Nonostante non esistano cifre specifiche per ogni stabilimento sappiamo che quasi trentamila tonnellate di biomassa impiegata era composta di segatura, 1.182 tonnellate da cellulosa, carta e cartone e 36 tonnellate da fanghi di depurazione essiccati. Da qui la stima che grazie alla combustione di materiali non fossili si potrà raggiungere, entro i prossimi cinque anni, la quota di biofuel impiegati per la generazione di calore nei cementifici pari ad una percentuale che si aggirerà tra il 15 e il 25%. A confermare tale tendenza i programmi e l’impegno dimostrato da numerose aziende del settore, interessate a convertire i propri sistemi di generazione di calore alla combustione di biocarburanti e biomassa.