• Articolo , 29 marzo 2007
  • Spagna: rinnovabili obbligatorie

  • Una normativa, approvata ormai un anno fa dal governo spagnolo, entra in vigore oggi. Le nuove case spagnole sfrutteranno, obbligatoriamente, una percentuale di energie rinnovabili per produrre acqua calda ed elettricità. Greenpeace sostiene però che il Codice “è arrivato tardi”

A partire da oggi in Spagna gli edifici da costruire o ristrutturare dovranno obbligatoriamente includere fonti di energia rinnovabile per ottenere acqua calda e elettricità. Si rispetterà così il Código Técnico de Edificación (CTE), approvato dal governo. Questa normativa tiene conto delle esigenze di sostenibilità economica ed energetica e stabilisce i fondamentali parametri di qualità, sicurezza e abitabilità degli edifici. L’obiettivo è quello di creare edifici più sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico, in modo da ridurre i consumi, conseguire un uso razionale e sostenibile di energia e ridurre le emissioni nocive.
Il Codice stabilisce limiti alla domanda energetica, in funzione delle caratteristiche di ogni edificio, e impone una percentuale di energia pulita da utilizzare. Secondo la normativa, una percentuale di acqua calda dovrà essere prodotta mediante solare termico, mentre una parte di elettricità dovrà essere generata con pannelli fotovoltaici. In tutta la Spagna sono state distinte 12 zone climatiche e ad ognuna corrisponde una percentuale di energia pulita obbligatoria. Per esempio, mentre a Madrid ben il 70% di acqua calda dovrà aver origine solare nel nord della Spagna solo il 30%. Secondo le stime dell’Osservatorio della Sostenibilità spagnolo si potranno ridurre del 50% le emissioni e del 30 o 40% i costi. Il responsabile dell’energia e del cambio climatico di Greenpeace, José Luis García, sostiene però che il Codice “è arrivato tardi”. (fonte elmundo.es)