• Articolo , 28 ottobre 2010
  • Spagna-UNEP: 6,8 milioni di dollari per la salvaguardia delle aree protette

  • Grazie alla partnership fra il governo spagnolo e l’UNEP verranno sostenuti 11 progetti in Asia, Africa e America Latina, per intensificare la protezione e il sostentamento economico dei loro siti naturali protetti.

(Rinnovabili.it) – Buone nuove dalla decima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologia attualmente in corso a Nagoya, Giappone. Dalla partnership fra il Governo di spagnolo e il Programma ambientale dell’ONU (UNEP) nasce un fondo, che ammonta a circa 6,8 milioni di dollari, per il miglioramento e l’intensificazione dei sistemi di conservazione della biodiversità all’interno delle aree protette di Asia, Africa e America Latina. Il partenariato servirà come strumento, non solo per la protezione della diversità biologica, ma anche per valorizzare le comunità di tali aree e sostenere il loro sistema economico. Ad esempio, a Panama e ad El Salvador il fondo servirà a sviluppare una serie di strumenti economici e giuridici per un uso sostenibile della biodiversità e degli ecosistemi. Verranno inoltre create nuove aree protette e una rete di collegamenti tra i parchi nazionale e le riserve marine già esistenti nelle regioni del West Africa. In totale saranno 11 i progetti che trarranno benefici dall’iniziativa, dove gli investimenti serviranno per una “gestione sostenibile e dell’economia degli ecosistemi e della biodiversità”. Parliamo nello specifico di investimenti a favore del sistema nazionale delle aree protette del Venezuela (pari a circa 3,5 milioni di dollari l’anno), del Guatemala Biosphere Reserve a tutela delle popolazioni Maya, e ancora a beneficio di sei parchi e aree protette africani, oltre al Gunung Leuser National Park, a nord di Sumatra, e ulteriori due parchi del Centro America.
Teresa Ribera, Segretario di Stato per i cambiamenti climatici del Governo spagnolo, ha dichiarato: “La crescita delle aree tutelate è uno dei veri successi per la conservazione biologica da oltre mezzo secolo. La sfida sta nel garantire sicurezza al maggior numero possibile di questi, pari a circa 100.000 siti. Una buona gestione può ottimizzare le opportunità di sostentamento e di reddito per le comunità locali, la biodiversità e gli ecosistemi economicamente rilevanti. Gli investimenti da parte del nostro governo mirano al raggiungimento di questi obiettivi e alla realizzazione di opportunità per questi primi 11 progetti all’interno di aree protette marine, costiere e terrestri. In tal modo contribuiremo al sostegno degli obiettivi di conservazione della biodiversità e di riduzione della povertà previsti dalle Nazioni Unite”.