• Articolo , 7 luglio 2010
  • Stato dell’ambiente in Piemonte

  • Integrazione dei temi socio-economici con quelli più strettamente legati alle politiche ambientali e una più ampia partecipazione dei cittadini alla diffusione della cultura ambientale. Sono questi gli assunti da cui sono partite la Direzione regionale Ambiente e le strutture operative di Arpa Piemonte per stilare l’undicesimo rapporto annuale dell’Arpa e la Relazione 2010 sullo stato […]

Integrazione dei temi socio-economici con quelli più strettamente legati alle politiche ambientali e una più ampia partecipazione dei cittadini alla diffusione della cultura ambientale.
Sono questi gli assunti da cui sono partite la Direzione regionale Ambiente e le strutture operative di Arpa Piemonte per stilare l’undicesimo rapporto annuale dell’Arpa e la Relazione 2010 sullo stato dell’ambiente, presentati oggi a Torino presso il Centro Incontri della Regione Piemonte in corso Stati Uniti. Ad illustrare la situazione aggiornata dell’ecosistema regionale, l’assessore all’Ambiente Roberto Ravello e il direttore di ARPA Piemonte Silvano Ravera.
Utilizzo consapevole delle risorse e incremento nell’utilizzo di fonti rinnovabili; miglioramento dell’efficienza energetica; perfezionamento dei mezzi adibiti a trasporto pubblico e privato in termini di impatto ambientale, sono solo alcune delle buone pratiche e degli interventi che la Regione intende mettere in pratica e perfezionare nei prossimi anni, alla luce dei dati raccolti nell’arco degli ultimi dodici mesi.

I dati del Piemonte documentano, anche in questo ultimo anno, una tendenza al cambiamento delle dinamiche del clima. Nonostante un inverno particolarmente rigido, il 2009 ha fatto registrare una temperatura mediamente superiore alla norma degli ultimi anni, si parla di un avanzamento di 0,7°C; così come superiori alla media climatologica (+10%) sono state le precipitazioni piovose.
Per ciò che riguarda l’ ARIA i dati confermano la tendenza degli anni passati: resta critica la situazione per il biossido d’azoto, ozono e PM10, valore più strettamente legato all’inquinamento, seppure quest’ultimo ha registrato un leggero decremento dei livelli di concentrazione anche se poco significativo ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa vigente.
Situazione stabile invece per il monossido di carbonio, biossido di zolfo, metalli e benzene i cui livelli si mantengono al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Nel 2009 le attività di controllo delle Asl (oltre 22mila i campionamenti effettuati) hanno confermato la buona qualità dell’ACQUA distribuita agli utenti, in particolare il 95% circa dei campionamenti è risultato conforme ai limiti di legge. Le maggiori criticità delle acque superficiali e sotterranee riguardano invece i pesticidi, i nitrati, i metalli e i composti organici volatili. Per ciò che riguarda la DIFESA del SUOLO , aumenta invece in Piemonte l’impermealizzazione dei terreni ad elevata produttività agricola.
Molti suoli, prima destinati all’agricoltura, sono stati infatti convertiti ad usi residenziali, produttivi o forestali, una questione che la Regione sta affrontando disincentivando gli interventi di nuova edificazione e favorendo invece la riqualificazione delle aree già urbanizzate, definendo soglie massime di consumo di suolo, tutelando le aree agricole e avviando progetti di recupero e bonifica dei siti inquinati.
La produzione totale di RIFIUTI urbani nel 2009 sembra infine confermare il trend in leggera discesa già riscontrato nel 2008. In particolare si segnala un aumento dei rifiuti raccolti in modo differenziato (la cui percentuale media si è attestata al 48,4%. Ambito in cui si aggiudica il primato la città di Verbania che ha ottenuto anche quest’anno il primo posto nella classifica dei capoluoghi d’Italia ricicloni); una sostanziale stabilità dei rifiuti prodotti (508 kg/anno) ed una continua riduzione dei quantitativi di rifiuti avviati a smaltimento (262kg/anno). L’obiettivo del 40% di raccolta differenziata da raggiungere entro dicembre 2007 in Piemonte è stato considerevolmente superato.
«La Biodiversità» come patrimonio e opportunità per il Piemonte è stato invece l’argomento al centro della tavola rotonda pomeridiana, a cui sono intervenuti rappresentanti dell’ordine dei dottori agronomi e forestali, della federazione regionale Coltivatori diretti e del Consorzio forestale alta Val di Susa.

«La relazione presentata oggi – ha dichiarato a conclusione dell’incontro l’assessore all’Ambiente Roberto Ravello – rappresenta uno strumento funzionale al perseguimento ed alla promozione dello sviluppo sostenibile nel nostro territorio, in quanto consente di evidenziare le problematiche ambientali ed il loro andamento nel tempo. Tre sono i presupposti essenziali dai quali partiremo per riuscire a mettere in atto azioni efficaci e contribuire alla crescita economica della nostra regione: pensare all’ambiente non più in termini di costo ma come a qualcosa di interdisciplinare, qualcosa al centro di tutte le decisioni e le politiche che hanno diretta ricaduta sui cittadini; un utilizzo e sviluppo consapevole e controllato delle risorse che l’ambiente produce; la diffusione di una cultura dell’educazione ambientale, alla base di tutti i comportamenti virtuosi».