• Articolo , 12 novembre 2010
  • Stoccaggio energetico e produzione d’idrogeno, così il Canada diventa green

  • Il Canada continua la corsa alle rinnovabili e sperimenta nuove tecnologie per lo stoccaggio e la produzione di energia pulita. A 250 km da Vancouver un impianto ‘intelligente’ regola automaticamente la potenza da generare e al bisogno impiega l’idrogeno immagazzinato per far funzionare le fuel cell

(Rinnovabili.it) – Fare provviste e mettere da parte l’abbondanza per i periodi di carestia è una delle strategie di sopravvivenza maggiormente diffusa in tutte le civiltà del pianeta e applicata soprattutto al panorama alimentare. Ma se si tratta di immagazzinare energia per i momenti di massima domanda le cose cambiano e risultano più complesse. Lo stoccaggio dell’energia è infatti una priorità dell’agenda governativa di molte economie avanzate, non ultima l’America, che sta valutando e sperimentando metodologie che permettano di immagazzinare l’energia mettendo lo sviluppo di questo settore tra i primi all’interno dell’agenda governativa.
Ultimamente l’America del Nord ha messo a disposizione un fondo per lo sviluppo di tecnologie per l’archiviazione energetica visto che i progressi raggiunti in questo campo dai ricercatori permettono ormai di immagazzinare quantità significative di energia generata da fonte rinnovabile sfruttabile al momento del bisogno.
Al momento interessanti risultati si stanno ottenendo dalle sperimentazioni portate avanti dalla BC Hydro che sta testando un sistema di stoccaggio dell’energia prodotta presso l’impianto idroelettrico di Clayton Falls, distante circa 250 chilometri da Vancouver, Canada. L’impianto è attualmente in grado di utilizzare gli eccessi energetici per produrre ed immagazzinare idrogeno attraverso il processo conosciuto come elettrolisi per poi utilizzarlo per alimentare celle a combustibile da 100 kW per la generazione di energia nei momenti di massima domanda. Grazie a questa nuova tecnologia, conosciuta come Hydrogen Assisted Renewable Power system (HARP) si sta evitando l’impiego di generatori elettrici a diesel grazie alla quale si riesce a risparmiare circa 200mila litri all’anno di carburante fossile con la conseguente mancata emissioni di 600mila tonnellate di gas ad effetto serra.
“È un modo molto conveniente e facile stoccare le energie rinnovabili,” ha detto David Field, un portavoce di BC Citizens for Green Energy: http://www.greenenergybc.ca/, gruppo di sensibilizzazione al rispetto ambientale e alla generazione di energie pulite. “È meglio che importare elettricità generata col carbone da Alberta e dagli Stati Uniti per ottenere lo stesso risultato, che è quello che stiamo facendo adesso”.
Altrettanto interessante il progetto per l’utilizzo delle tecnologie smart grid. Un microgrid controller che agisce come fosse il cervello dell’impianto ne gestisce la generazione di energia bilanciando l’offerta a seconda della domanda e decidendo automaticamente quando iniziare la produzione sfruttando l’idrogeno stoccato e quando invece concentrarsi sulla produzione di idrogeno da immagazzinare.
“La Tecnologia smart grid ci permette di gestire attivamente la rete elettrica”, ha riferito Field. “È il più grande cambiamento nel sistema elettrico da Thomas Edison.”