• Articolo , 4 luglio 2007
  • Submed: l’Ecolabel per le “emissioni” dei subacquei

  • Coniugare le esigenze di sviluppo turistico-economico con la conservazione ambientale. Questi gli scopi del progetto di certificazione ambientale per i diving center

Il suo nome è “Progetto Submed” e l’obiettivo è quello di certificare, in maniera sostenibile, un settore turistico in forte espansione negli ultimi anni quale quello delle immersioni subacquee. “I danni che provocano le immersioni – spiega Alessio Satta di Ambiente Italia e coordinatore scientifico di Submed – sono dovuti alle bolle del respiratore che alterano gli organismi dell’ecosistema marino. Come il corallo, ad esempio, che ha un processo di rinnovamento molto lento. Il paradosso di questo sport sta nel fatto che i sub vogliono visitare le zone più belle, ma queste sono proprio le più fragili”. Per evitare di causare danni all’ambiente marino bisogna definire delle linee guida per i diving center, limitare il numero di immersione oppure utilizzare dei motori speciali a basso consumo. “Il prossimo traguardo sarà ottenere il marchio Ecolabel per tutti i diving, il riconoscimento cioè che si da ai centri convenzionati che rispettano l’ambiente”, aggiunge Satta. Il Progetto Submed è cofinanziato dal programma comunitario “Interreg II” e conta quattro partner principali: la Regione Ligura come capofila, con le aree marine protette delle Cinque terre e di Portofino, il Parco dell’Asinara in Sardegna, la Toulon Provence Mediterranée (Francia) e la regione dell’Algarve (Portogallo). (fonte Ecolabel.it)