• Articolo , 23 giugno 2010
  • Sui tetti europei 1.500 GW di possibilità fotovoltaica

  • In Europa esistono 22.000 km2 di superficie edilizia teoricamente adatta ad applicazioni fotovoltaiche. Lo rivela Epia sottolineando l’importante impatto che l’integrazione del solare può avere sul futuro sviluppo degli edifici comunitari

(Rinnovabili.it) – Nei ventisette Stati membri dell’Unione Europea il 40% dei tetti ed il 15% di tutte le facciate degli edifici sono adatti ad ospitare applicazioni fotovoltaiche; parliamo di una superficie complessiva di oltre 22.000 km quadrati idonei a ospitare istallazioni per *oltre 1.500 GW di potenza* ed una produzione annuale di *circa 1.400 TWh,* pari al 40% della domanda totale di elettricità entro il 2020. L’integrazione del fotovoltaico nell’edilizia e l’enorme potenziale di sviluppo, sia per il comparto industriale che per il settore delle costruzioni, sono i temi principe che terranno banco oggi a Madrid. L’occasione è stata quella del _Building Integrated Photovoltaic (BIPV)_, evento organizzato dall’European Photovoltaic Industry Association ( EPIA) in collaborazione con Design-Build Solar, nel quadro del “Solar Decathlon” europeo. Al centro della giornata, dunque, le possibilità offerte dalla tecnologia solare PV integrata che, oltre a contribuire alla generazione elettrica e a migliorare il comportamento energetico passivo degli edifici, è in grado di sostituire i componenti edili convenzionali fornendo anche funzioni diverse, come protezione dagli agenti atmosferici, isolamento termico o regolazione dell’illuminazione. Saranno presenti all’evento oltre 170 partecipanti e verranno affrontate le ultime tendenze tecnologiche e di mercato all’interno del settore nonché il quadro economico e normativo.
Attualmente in alcuni paesi europei il mercato BIPV è guidato da regimi di sostegno specifico, progettati in modo tale che i sistemi siano ricompensati con una tariffa più elevata per kWh generato rispetto quelli dove i moduli sono semplicemente adattati in cima alla struttura dell’edificio esistente e non forniscono alcuna funzione aggiuntiva. E’ il caso di Francia e Italia, dove il BIPV rappresenta già oltre un terzo del mercato annuale. In altri paesi, come Germania e Spagna, dove i regimi di sostegno non sono differenziati, rappresenta invece solo una quota marginale del mercato (<1%) con applicazioni di nicchia in cui il costo non è un problema.