• Articolo , 23 giugno 2008
  • Surriscaldamento: per il 60% dei britannici non è colpa dell’uomo

  • Un sondaggio rivela che molti cittadini del Regno Unito sono convinti che gli scienziati esagerino il problema e che la causa antropica non influisca così tanto sul cambiamento climatico

Sembrava oramai scontato che l’opinione pubblica avesse percepito la responsabilità dell’uomo nel processo del surriscaldamento globale ed ecco arrivare dal Regno Unito un imprevedibile colpo di scena. Un sondaggio appena conclusosi su un campione di 1039 adulti britannici ha rivelato come la maggioranza di loro non sia convinta fino in fondo che il cambiamento climatico sia da attribuire alle attività umane. Nel dettaglio il 60% afferma che ci sono ancora “dubbi” sull’origine del cambiamento e il 40% ritiene che la situazione venga drammatizzata dagli scienziati. I risultati del sondaggio, condotto da Ipsos MORI pubblicato dall’Observer, sono stati decisamente una doccia fredda per i promotori delle campagne in favore di una maggiore sensibilità ambientale, soprattutto ora che l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change dell’Onu), con il supporto di 2500 scienziati ha stabilito che la causa antropica del Global Changing sia almeno del 90%. I dati dell’inchiesta sembrano dimostrare chiaramente come la preoccupazione crescente per la stagnazione economica e per il rialzo del prezzo dei carburanti e del cibo stia chiaramente sviando l’attenzione dell’opinione pubblica dal problema ambientale.