• Articolo , 3 ottobre 2008
  • Sviluppo sostenibile, i dati della Rete Cartesio

  • Italia ed Emilia-Romagna ai primi posti in Europa per certificazioni ambientali. Il nostro Paese si colloca subito dopo Germania e Spagna, con 863 organizzazioni e 1.240 siti registrati Emas, il marchio europeo che sancisce la qualità ambientale di aziende ed enti pubblici, e al primo posto per numero di imprese con prodotti caratterizzati dal marchio […]

Italia ed Emilia-Romagna ai primi posti in Europa per certificazioni ambientali. Il nostro Paese si colloca subito dopo Germania e Spagna, con 863 organizzazioni e 1.240 siti registrati Emas, il marchio europeo che sancisce la qualità ambientale di aziende ed enti pubblici, e al primo posto per numero di imprese con prodotti caratterizzati dal marchio Ecolabel (che verifica il ridotto impatto ambientale di un prodotto o servizio durante l´intero ciclo di vita), con 205 licenze rilasciate per un totale di 3.295 prodotti/servizi etichettati. A sua volta l´Emilia-Romagna è la prima regione italiana per certificazioni Emas, con 163 organizzazioni registrate, seguita da Toscana e Lombardia, e terza per il marchio Ecolabel (dopo il Trentino Alto Adige e la Toscana) con 25 licenze rilasciate. Le certificazioni Iso 14001 (che attestano l´impegno nel minimizzare l´impatto ambientale di processi, prodotti e servizi) sono invece 12.393 in Italia e 1.085 in Emilia-Romagna (dato che posiziona la regione al quarto posto in Italia dopo Lombardia, Piemonte e Campania). Sono alcuni dati forniti nel corso dell´incontro, svoltosi nei giorni scorsi a Bologna, della Rete Cartesio (Cluster, Aree Territoriali e Sistemi d´Impresa Omogenei), nata nel novembre 2007 per iniziativa delle Regioni Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia e Toscana per promuovere un approccio cooperativo alla sostenibilità. Con la ratifica del Protocollo di Kyoto l´Italia si è infatti impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas serra del 6,5% rispetto al 1990, ovvero di circa 95 milioni di tonnellte di CO2 annue nel periodo 2008-2012. La riduzione di 35 milioni di tonnellate è a carico del sistema industriale, mentre per i restanti 60 milioni di tonnellate è necessario intervenire nel trasporto pubblico e privato, nell´edilizia pubblica e sul terreno dell´ecoefficienza dei consumi civili. Sono quindi soprattutto gli Enti locali e le Regioni ad avere un ruolo di primo piano in questa direzione. Al centro dell´incontro bolognese, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna con il supporto tecnico di Ervet, un confronto su “I nuovi assi della Commissione Europea: dalle politche per Kyoto alla produzione e consumo sostenibile”. I lavori sono stati aperti da Lino Zanichelli, assessore all´Ambiente e sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna, che ha sottolineato come “la riduzione dei gas serra continui ad essere una priorità ed è indubbio che assieme alle politiche energetiche e della mobilità, la diffusione degli strumenti volontari per la gestione della sostenibilità sia fondamentale per coinvolgere imprese private, organizzazioni pubbliche e cittadini in questo impegno a favore dell´ambiente”. Quello bolognese è stato il secondo workshop organizzato dalla Rete, attualmente composta da 57 membri appartenenti appartenenti a 43 organizzazioni. Oltre 100 i soggetti qualificati presenti tra esponenti di Enti locali, associazioni di categoria, autorità di controllo e agenzie di sviluppo operanti a livello regionale e nazionale.