• Articolo , 25 febbraio 2009
  • Sviluppo sostenibile, mozione approvata

  • Approvata a larghissima maggioranza la mozione sulle iniziative per favorire uno sviluppo ambientale sostenibile. Un successo che sottolinea l’interesse di tutto il Paese, indipendentemente dallo schieramento politico, verso le tematiche ambientali

Approvata a larga maggioranza la mozione relativa alle “iniziative per favorire uno sviluppo ambientale sostenibile”:http://www.camera.it/_dati/lavori/odg/cam/allegati/20090224.htm. Una votazione che unifica gli animi e sottolinea come la protezione dell’ambiente a favore di uno sviluppo compatibile con esso non sia una questione politica bensì una necessità oggettiva e un obiettivo comune scevro da ogni ideologia.
A sottolinearlo il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la cui convinzione è che si possano e debbano trovare sintonie affinché si possa lavorare concretamente al futuro dell’ambiente e quindi del nostro Paese rafforzandone la posizione e la competitività nel contesto mondiale.
La crisi economica e finanziaria che si è abbattuta sul sistema globale richiede, infatti, un’assunzione forte di responsabilità circa le politiche da mettere in atto per difendere e rilanciare l’economia di tutti i Paesi e, soprattutto, per individuare possibili misure su cui costruire solidi modelli di riferimento che tengano conto del carattere sociale, economico e finanziario, strettamente connessi alla vita reale ed all’ambiente circostante. È richiesto quindi il massimo impegno da parte di tutti in modo tale da raggiungere nel più breve tempo possibile gli impegni sottoscritti a Kyoto e per delineare, già dal prossimo G8 che si terrà in Italia, l’impostazione di politiche del post Kyoto.
Le iniziative evidenziate all’interno della mozione investono svariati settori e ambiti di lavoro e vita quotidiana. Comprendono strategie votate al risparmio e all’efficienza energetica, altre indirizzate verso una mobilità sostenibile caratterizzata da veicoli elettrici e ibridi, e dalla promozione di sistemi di mobilità alternativa che prevedano la costruzione di infrastrutture idonee quali tramvie e piste ciclabili e politiche di mobility management. Particolare attenzione anche al settore dei rifiuti realizzando politiche volte alla riduzione della produzione dei rifiuti e alla definizione di soluzioni, economicamente ed ecologicamente compatibili, per il loro riciclaggio, quindi alla tutela del territorio in sé e al rischio idrogeologico. Importante anche l’interesse rivolto alle giovani generazioni per quanto riguarda l’educazione ambientale nelle scuole e la possibilità che questa possa prevedere anche il coinvolgimento delle imprese e delle associazioni ambientaliste. Inevitabile la trattazione e la promozione delle energie rinnovabili e delle loro potenzialità, caratteristiche e progetti di incentivazione. L’obiettivo è quello di porre l’Italia in un condizioni tali da riuscire a colmare gli enormi ritardi accumulati rispetto agli obiettivi del Protocollo di Kyoto accelerando il raggiungimento di un nuovo accordo globale, che impegni anche le economie emergenti ad una significativa riduzione dei gas ad effetto serra e che, promuovendo la competitività internazionale del sistema produttivo europeo, consenta, altresì, di inaugurare un nuovo corso anche in tema di trasferimento tecnologico per l’efficienza energetica e lo sviluppo di fonti di energia alternativa.